SPID, un italiano su 4 ha un’identità digitale, ma la usa poco. In Olanda e Svezia copertura quasi completa. I dati

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Nel 2021 lo Spid ha raggiunto il 43% della popolazione, con 26 milioni di identità rilasciate a fine ottobre scorso, più del doppio di quelle dello stesso periodo del 2020 (allora erano 12,2 milioni).

L’obiettivo del PNRR, però, è molto ambizioso: avere entro il 2026 il 70% della popolazione in possesso di un’identità digitale certificata.

C’è la questione anagrafica: se nella fascia di età tra i 18 e i 24 anni ad avere lo Spid è l’87% di quella popolazione, la quota scende al 34% tra i 65 e i 74 anni e precipita al 14% negli over 75. Meno problematica la diffusione regionale, con il 55% della popolazione del Nord-Ovest in possesso dell’identità digitale, mentre al Centro ce l’ha il 54%, al Sud e Isole il 45% e al Nord-Est il 44% per cento.

Ci sono Paesi europei – come la Svezia, l’Olanda e la Norvegia – che hanno un tasso di diffusione delle identità digitali doppio rispetto all’Italia, che si colloca al sesto posto dietro anche a Belgio e Francia.

I dati dell’Osservatorio sull’identità digitale del Politecnico di Milano sono eloquenti: il 95% dei cittadini olandesi ha un’identità digitale, l’83% in Svezia, il 79% in Norvegia, il 46% in Belgio, il 45% in Francia.

Sull’utilizzo, inoltre, dati più eloquenti: ogni utente ha utilizzato lo Spid in media 17 volte nell’anno (per interrogare soprattutto i siti di Inps, agenzia delle Entrate e l’app IO), contro, per esempio, i 7 alla settimana di un utente belga.

Cosa è lo Spid e come funziona

Il sistema pubblico di identità digitale (Spid) è un sistema di identificazione che consente, attraverso l’utilizzo delle stesse credenziali (nome utente e password), di accedere a tutti i servizi pubblici online abilitati. Il potenziale vantaggio sta in una radicale semplificazione della pubblica amministrazione, con dati anagrafici, certificati, cartella fiscale e sanitaria accessibili comodamente da casa, evitando code agli uffici pubblici e utilizzando un’unica registrazione.

Come richiedere lo Spid

LA GUIDA per richiedere SPID

Per richiedere le proprie credenziali Spid è necessario essere maggiorenni e seguire alcuni passaggi:

– Scegli il fornitore: si tratta di Identity Provider accreditati che offrono diverse modalità di registrazione, gratuitamente o a pagamento. Fai la tua scelta in base a eventuali costi, in base ai livelli di sicurezza di cui hai bisogno (sono tre in totale) e alle modalità di riconoscimento. Sul sito Agenzia per l’Italia Digitale dedicato a Spid è disponibile uno schema semplificato con il confronto tra i servizi offerti dagli Identity Provider.

– Inserisci i dati anagrafici: segui il percorso sul sito dell’operatore scelto, inserisci i tuoi dati e crea le credenziali Spid; ti serviranno carta d’identità o passaporto o patente (può essere necessario fotografarli e allegarli); tessera sanitaria con codice fiscale. Serve inoltre un numero di cellulare e un indirizzo mail.

– Effettua il riconoscimento: Spid viene confermata soltanto dopo l’identificazione che può avvenire tramite webcam, di persona prendendo appuntamento presso uno degli uffici del provider, tramite firma digitale o utilizzando la carta di identità elettronica o la carta nazionale dei servizi.

In alternativa ci si può recare presso una delle pubbliche amministrazioni che possono svolgere gratuitamente le procedure per identificarsi e consentire il rilascio successivo di SPID.

I tempi di rilascio dell’identità digitale dipendono dai singoli gestori. Una volta ottenuto, l’utilizzo di SPID per i cittadini è gratuito.

Cosa cambia per la scuola

Per la scuola lo SPID è necessario per accedere al servizio Carta del docente, Istanze online, NoiPA, Piattaforma concorsi e procedure selettive.

SPID obbligatorio dal 1° ottobre per Carta docente, Istanze online, NoiPA, Inps. Come ottenerlo

Dal 1° ottobre 2021 l’utilizzo delle credenziali rilasciate dal Ministero dell’Istruzione, resta in uso solo per:

  • personale amministrativo
  • personale scuola (DS, DSGA e Assistenti Amministrativi)
  • studenti per l’accesso ai servizi a loro dedicati (es. Piattaforma Alternanza Scuola Lavoro, Curriculum dello Studente).
  • utenti abilitati al SIDI

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