Spicola: “Linee guida sull’aerazione nelle classi? Macché, nessuna indicazione. Speranza e Bianchi bravissimi nelle supercazzole”

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Mila Spicola, archietto, docente e già esponente del Partito Democratico, ha contribuito alla scrittura dell’emendamento che ha prodotto poi il testo di legge 11 del 18 febbraio 2022 sull’emanazione delle linee guida.

In una nota si scaglia contro le linee guida, i cui tratti più importanti, sono stati pubblicati da Orizzonte Scuola.

“Non c’è nessuna, dico nessuna indicazione. E nessuno, dico nessuno, standard. Speranza e Bianchi bravissimi nelle supercazzole e nello scaricamento sui dirigenti scolastici di decisioni e azioni che in nessun modo spettano al personale della scuola senza precise indicazioni, e standard veri e chiari. Nel documento infatti nessuna indicazione indicazione formale sul rispetto di valori utili alla qualità dell’aria”.

E ancora:  “Si parla genericamente di “ricambi aria di 10 L/s/p” ma lo si riferisce all’OMS, da nessuna parte la si evidenzia come un’indicazione di legge. Non c’è nessuna assunzione di responsabilità da parte di chi l’ha scritto. E’ un elenco di notizie generali e generiche, confuse e mal assortite, non un documento chiaro e sistematico di indicazioni da dare a dirigenti scolastici o amministratori per supportare nelle scelte, che entrano nell’alveo dei dispositivi di prevenzione sulla salute. Nessuna indicazione per nessuno, né per il personale della scuola, chiamato ancora una volta a gestire una problematica che non può gestire senza nessuna indicazione precisa, né per un amministratore locale”.

Poi aggiunge: “Per un dirigente scolastico, e non solo per lui, la lettura di questo documento non modifica il caos attuale in merito al monitoraggio e alla qualità dell’aria: permangono le incertezze sulle conoscenze e le azioni da compiersi, sugli standard da osservare, sui livelli minimi e, soprattutto, sulla necessità di farlo. Semmai aumentano le incertezze e il caos. Bastava prendere a modello documenti con linee guida e standard prodotti da molti paesi europei o extraeuropei. Nemmeno copiare. Quando alcuni di noi avevano pensato e proposto l’emanazione di un documento normativo con indicazioni e standard tutto potevamo immaginare tranne che l’ennesima azione di disinformazione, confusione e mancata assunzione di responsabilità. Servivano 4 mesi per produrre un documento inutile? Leggerlo adesso, in un momento di aumento dei contagi e vicini ormai al nuovo anno scolastico getta ancora di più nello sconforto e già il mondo della scuola si immagina la reazione nota da parte delle autorità ministeriali: “smettetela di fare polemica”.

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