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Spese mediche all’estero, si possono scaricare nel 730

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Ancora pochi giorni per presentare la dichiarazione dei redditi e c’è chi potrebbe aver dimenticato o considerato non fruibili, le spese mediche sostenute all’estero nel 2020.

Sapete che anche le spese mediche sostenute all’estero, prime tra tutte quelle odontoiatriche, possono essere scaricate dal reddito?
Si, tutto vero, e non sono pochi i contribuenti che nel 2020, anno di imposta oggetto delle dichiarazioni dei redditi 2021, ne sono in possesso.

Molti però, probabilmente sbagliando, credevano di non poterle scaricare con il 730.
Ma c’è ancora tempo, perché la stagione del 730 scade a settembre e tra 730 integrativo, correttivo e modello Redditi Persone Fisiche, c’è tempo per correre ai ripari.

Spese odontoiatriche all’estero, detrazione possibile, come?

Ricapitolando, chi ha speso soldi per determinate cure mediche, odontoiatriche e sanitarie fuori dai confini nazionali, potrà beneficiare della detrazione fiscale come se le avesse sostenute in Italia.

L’unica cosa diversa è la documentazione necessaria, inevitabilmente differente da quella classica che serve in Italia per scaricare le spese.
Italiani che sono stati all’estero per lavoro nel 2020, salvo poi rientrare in Italia adesso, oppure lavoratori frontalieri o che prestano servizio un po’ in Italia e un po’ all’estero, sono l’identikit classico di chi può avere speso soldi all’estero per queste cure mediche.

Ma non va sottovalutato il turismo odontoiatrico, vero fenomeno degli ultimi anni. I prezzi delle cure dentistiche in Albania piuttosto che in Grecia e Romania, nettamente inferiori a quelli classici italiani, ha dato vita al fenomeno.
Il Covid avrà ridotto questi viaggi, ma sono molti gli italiani ad aver usato questo canale per impianti, protesi e altri grandi lavori dentali.

Come fare scaricare le spese odontoiatriche sostenute all’estero nel 730

Le spese odontoiatriche sostenute all’estero danno diritto alla detrazione e con le medesime regole usate per le spese mediche sostenute in Italia.

Come detto, ciò che cambia è la documentazione.
Nessun ostacolo quindi a fruire delle detrazioni previste dall’articolo 15 del TUIR, cioè del Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Anche i costi delle spese sostenute all’estero rientrano tra quelle che danno diritto alla riduzione di valore dell’imposta da versare.

Lo ha chiarito direttamente l’Agenzia delle Entrate con la sua rivista on line “FiscOggi” in cui c’è una area dedicata alle FAQ dei contribuenti.

Il metodo di inserimento nel 730, di queste spese detraibili, è quello canonico. Infatti si inseriscono nel rigo E1 del Quadro E, cioè “Oneri e spese”.
Infatti vanno inserite insieme a tutte le altre spese mediche.

Occorre conservare quindi, la ricevuta fiscale o la fattura rilasciata dallo specialista, anche straniero, in cui si specifica che la natura della prestazione è di tipo sanitario.
Inoltre va conservata la copia Della ricevuta di pagamento tracciabile utilizzato. Non essendo all’interno del SSN perché sostenuta all’estero, la spesa odontoiatrica sostenuta all’estero deve aver avuto un pagamento tracciabile come metodo. Naturalmente tutti i documenti se scritti in lingua straniera, devono essere tradotti in italiano.

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