In ruolo al Nord: tra affitto, spese di viaggio, affetti lontani “così non si può andare avanti”. La storia di Laura [INTERVISTA]

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Le storie dei docenti vincolati sono simili o quasi. Tutte raccontano di esistenze difficili, di lontananze dagli affetti più cari. Un’esistenza segnata dalla distanza, che il vincolo triennale rende ancora più duro.

Con Laura De Francisci, insegnante di scuola dell’infanzia, il racconto è pressoché simile rispetto a tutti gli altri suoi colleghi: “Sono una docente, ho ottenuto il ruolo l’anno scorso con il superamento dell’anno di prova a La Spezia. Io sono originaria di Genova. Dopo aver viaggiato in treno, sono stata costretta a dover cercare un alloggio dove lavoro. La distanza da dove risiedo per arrivare al luogo dove presto servizio è davvero tanta. Per tanto tempo ho viaggiato per rientrare a casa. Alla fine non ce l’ho fatta  e ho dovuto prendere una stanza in affitto. Mi sono portata dietro anche il cane”.

Tanto stress, dunque: “Sì, viaggio in auto i fine settimana e ciò comporta stress, spese e anche pericolo. Non riesco nemmeno a tornare ogni sabato e domenica”.

Le spese non mancano mai: “Sì, sono in affitto sia a Genova che a La Spezia, anzi, in un paesino vicino in quanto le spese di affitto sono ancora più improponibili giù in città. 

Come De Francisci, anche altre sue colleghe, nella stessa scuola, sono nella sua condizione: “Ci sono altre due docenti nella mia condizione, una è part-time”.

De Francisci risponde così alle altre categorie di lavoratori che non si sognerebbero di lamentarsi per avere trovato lavoro fuori sede: “Non si tratta di lamentarsi, non si può pensare di poter lavorare in queste condizioni, privando della nostra vita i nostri figli e tutto il resto”.

Sul suo futuro: “Cercherò di chiedere un part-time per viaggiare il meno possibile, per avere, dunque, costi ridotti. Un conto è viaggiare tre giorni, uno conto è farlo per cinque”.

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