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Dichiarazione dei redditi, quali le spese detraibili solo con pagamenti tracciabili

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Spese sanitarie, spese mediche, spese funebri, contratti di assicurazione sulla vita, interessi sui mutui, ma anche spese di istruzione, spese per lo sport dei figli, spese veterinarie: le detrazioni dai redditi.

Sono molteplici i cosiddetti oneri detraibili, cioè le spese sostenute dai contribuenti, che possono essere detratte dai redditi. Il meccanismo è abbastanza chiaro, perché molte di queste spese, sostenute l’anno precedente a quello in cui si presenta la dichiarazione dei redditi, possono essere scaricate dai redditi, in modo tale da abbassare l’imposta da pagare.

Per le spese 2020 però, entra in scena l’obbligo di tracciabilità di questi pagamenti. Per portare in detrazione le spese sostenute nell’anno di imposta 2020 nelle dichiarazioni dei redditi 2021, occorre utilizzare strumenti di pagamento differenti dal danaro contante. Ma non per tutte le spese e non per tutto il 2020.

Spese detraibili e pagamenti tracciabili, da quando l’obbligo?

Per poter scaricare le spese per il dentista, piuttosto che quelle del corso di danza di una figlia, occorre pagare i soggetti che erogano la prestazione, con bancomat, carte di credito, carte di debito, assegni o bonifici. In pratica, occorre pagare con strumenti tracciabili di pagamento.

Provvedere a versare il corrispettivo della prestazione ricevuta tramite soldi liquidi, non da diritto alla detrazione, con conseguente perdita di denaro da parte del contribuente.

La novità è entrata in vigore dal 1°aprile 2020 e pertanto, tutte le spese sostenute da gennaio a marzo, anche se pagate in contanti, possono rientrare comunque nella detrazione, in una sorta di deroga all’obbligo durante la fase di entrata in funzione della novità.

Dal primo aprile in poi, quasi tutte le spese previste dall’articolo 15 del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir), devono risultare saldate tramite strumenti di tracciabilità.

Quali spese sono escluse dall’obbligo di pagamento tracciabile?

Per le spese sostenute dai contribuenti e detraibili dalle dichiarazioni dei redditi, il Fisco prevede il rimborso del 19% di quanto speso effettivamente e risultante da fatture, scontrini e adesso anche dalle ricevute di pagamento.

Solo pagando tramite carte e bancomat, o tramite assegni e bonifici, il contribuente avrà la possibilità con il 730/2021 o con il modello Redditi Pf/2021, di recuperare il 19% di quanto speso, abbattendo l’Irpef da pagare ed in molti casi andando a credito di imposta, ricevendo i rimborsi fiscali in busta paga, sul cedolino di pensione o direttamente dall’Agenzia delle Entrate a seconda del sostituto di imposta.

L’obbligo non si applica quando la spesa riguarda l’acquisto di medicinali da banco e dispositivi medici in farmacia. Se il proprio medico prescrive tramite ricetta una medicina da comperare in farmacia o un dispositivo medico, non è necessario pagare tramite strumenti tracciabili.

Infatti in questo caso si continua con il sistema tessera sanitaria, da presentare al proprio farmacista quando si paga l’acquisto e con lo scontrino parlante, con il codice fiscale del contribuente o del soggetto a carico del contribuente, impresso sopra.

E nessun pagamento tracciabile è necessario per le spese mediche e sanitarie, come analisi di laboratorio, visite specialistiche e così via, se sono state effettuate per il tramite del Servizio Sanitario Nazionale.

In questo caso non è necessario andare in una struttura sanitaria pubblica, perché anche una privata è trattata allo stesso modo, purché convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale.

Diverso il caso delle visite presso strutture private, come i sopra citati dentisti, ma anche gli oculisti o i laboratori di analisi privati. In quel caso, pur essendo la prestazione di carattere sanitaria, per poterla detrarre occorre utilizzare uno dei già indicati strumenti di pagamento elettronici e tracciabili.

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