Per la spesa degli asili nido comunali non varranno i fabbisogni standard: ce ne saranno di più al Nord

di Giulia Boffa

La spesa per l'istruzione e gli asili nido del Sud è stata confermata, probabilmente per un errore tecnico.

La spesa per l'istruzione e gli asili nido del Sud è stata confermata, probabilmente per un errore tecnico.

La decisione è stata presa dalla Bicamerale, applicando per la spesa dei servizi comunali i fabbisogni standard, cioè i fondi ai Comuni non saranno più assegnati in base alla spesa storica, ma sui reali bisogni della popolazione per tutti i servizi gestiti dai Comuni stessi, ad esempio dalla sicurezza con i vigili urbani all’anagrafe, dall’illuminazione stradale alla programmazione urbana, dalla gestione del verde alla manutenzione stradale, dalla raccolta dei rifiuti al trasporto pubblico, dalla spesa sociale a quella per l’istruzione fino al famoso servizio di asili nido.

Ma i tecnici della Sose (società del ministero del Tesoro) e quelli della Copaff (Commissione paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale) hanno deciso di applicare i fabbisogni standard a tutti i servizi tranne che per istruzione e asili nido. In pratica hanno confermato la spesa storica, creando però una dscrepanza tra i servizi destinati agli anziani, assegnando una somma per questi anche se i Comuni non offrono servizi in tal senso, per l'istruzione e gli asili nido si è considerato solo il servizio erogato nel 2010 e confermato. Il Mattino, che ha pubblicato la notizia, si pone una domanda:" Gli anziani sì e i bambini no? Forse perché i primi vivono più al Nord e gli asili mancano più al Sud?".

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