Speranza: “Contagi nelle scuole? Ci sono 10 milioni di persone che gravitano intorno, ma l’istruzione è da difendere”

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“Quelli che stiamo chiedendo sono sacrifici indispensabili, non bizze. Sacrifici che siamo costretti a chiedere anzitutto a chi lavora in quei settori. Sappiamo che chiedendo loro di chiudere abbiamo provocato conseguenze molto serie, nessuna di queste scelte viene fatta a cuor leggero”.

Così il ministro della Salute Roberto Speranza a Sky Tg24.

“I contagi nelle scuole? Abbiamo a che fare con 10 milioni di persone che gravitano intorno alle scuole, tutti difendiamo l’istruzione così come il diritto alla salute. Vogliamo riaprire le scuole il prima possibile, tutte. Riteniamo abbiano una funzione fondamentale per il nostro Paese, nelle zone rosse abbiamo tenuto aperte quelle primarie”

E poi: “Il 2021 sarà l’anno giusto per mettersi alle spalle mesi così difficili. Servirà tempo, molta prudenza, ma avremo un vaccino sicuro ed efficace e cure, in modo particolare gli anticorpi monoclonali. Purtroppo non avverrà in un battito di ciglia, ma possiamo dare un messaggio di ragionata fiducia alle persone”.

“Io credo molto nella scienza – ha aggiunto – sul vaccino ci saranno tutte le garanzie di sicurezza. Quando l’Ema arriverà a dire che il vaccino è sicuro possiamo esserne veramente certi, e questo è molto importante. Tagliare le tappe sarebbe stato un errore”. 

Poi Speranza ribadisce: “Se abbassiamo la guardia rischiamo di trovarci a gennaio e febbraio nella fase di start up vaccini con una nuova recrudescenza, questo non possiamo permettercelo. Sappiamo dei disagi ma siamo convinti che sia la scelta migliore per il Paese, non stiamo cercando consenso ma guardiamo all’interesse del Paese. Dobbiamo lavorare insieme a governatori e sindaci, senza guardare i colori politici e senza polemiche. Rappresentiamo la Nazione, ora serve solo lavorare anche per il post pandemia“.

Infine: “Sono arrivato a questa esperienza con un profilo molto politico. In questi mesi, invece, il profilo è diventato istituzionale, come è giusto che  sia. L’impegno è stato 24 ore al giorno sulla necessità di affrontare  una crisi senza precedenti, una crisi di natura mondiale che ha  coinvolto tutti i Paesi del mondo. È chiaro che questa esperienza è  stata, ed è ancora, un ‘esperienza che riempie le giornata di sfide che hanno a che fare con la tenuta delle istituzioni”.

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