Spending review. CISL: non si può raschiare il fondo di un barile che non c’è più. Ridurre spesa senza tagliare

di redazione
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di Eleonora Fortunato – La manovra correttiva di fine anno si prospetta austera, come anticipato dalla nostra redazione, anche per la scuola, che pare sia chiamata a contribuire. Abbiamo chiesto un commento al segretario Cisl Scuola Francesco Scrima, che ha ribadito: “La spesa pubblica va razionalizzata”.

di Eleonora Fortunato – La manovra correttiva di fine anno si prospetta austera, come anticipato dalla nostra redazione, anche per la scuola, che pare sia chiamata a contribuire. Abbiamo chiesto un commento al segretario Cisl Scuola Francesco Scrima, che ha ribadito: “La spesa pubblica va razionalizzata”.

Che cosa pensa la Cisl di questa spending review, cos’altro si può chiedere alla scuola? 

“E’ bene per prima cosa precisare che non siamo contro la manovra correttiva se lo scopo è quello di razionalizzare le risorse. Il nostro Paese ha bisogno di studiare per capire dove si annidano gli sprechi. Ma non saremo d’accordo sui tagli orizzontali e indiscriminati, che finora non hanno prodotto che pessimi risultati. Il comparto scuola nel triennio 2008-2011 è stato impoverito di oltre 130.000 posti di lavoro, col rischio di mettere fortemente a rischio la sua capacità di rispondere ai bisogni educativi e formativi della società. Non si può raschiare il fondo del barile se il barile è sparito”.

Allora su quali sprechi si dovrebbe incidere per produrre un risparmio? Si può davvero ridurre la spesa senza tagliare?

me ho scritto di recente, sono molti i settori del pubblico impiego che necessiterebbero si un’attenta revisione. Mi soffermo adesso soltanto su quello delle consulenze: lo Stato spende 1 miliardo e 424 milioni di euro per pagare gli onorari di figure esterne che svolgono compiti e mansioni che teoricamente potrebbero essere svolti dai dirigenti e dai funzionari interni. Bisognerebbe scegliere una volta per tutte: o gli uni gli altri! Ma l’intera articolazione istituzionale andrebbe rivista, fermo restando che un paese civile moderno si distingue da un paese medievale per la qualità dei servizi pubblici che riesce a erogare. Sono i servizi pubblici che permettono alle persone di conoscere e quindi di esercitare i diritti di cittadinanza”.

Tornando alla scuola, qualcuno potrebbe obiettare che nonostante i tagli i risultati degli apprendimenti, stando all’ultimo rapporto Ocse-Pisa, non sono peggiori rispetto al 2009…

“La questione non può essere posta in questi termini, anche perché sappiamo che ci sono aree nel nostro Paese i cui dati descrivono una situazione di assoluta emergenza. È azzardato esprimere giudizi e spingersi in ragionamenti di questo tipo”.

Quali saranno le richieste dei sindacati rappresentativi nella prossima stagione contrattuale? Si parlerà o no di equiparazione dei salari dei docenti italiani a quelli dei colleghi europei?

“Richiediamo l’apertura del contratto non solo per la parte normativa, come vorrebbe la controparte, ma anche per quella economica. Sicuramente la Cisl ha dato una valutazione positiva dell’ultimo atto normativo licenziato dal ministro Carrozza, l’ex decreto 104, che prospetta un piano triennale di stabilizzazioni a nostro avviso soddisfacente. Il nostro prossimo obiettivo sarà la riduzione del differenziale tra gli stipendi del personale italiano rispetto a quello europeo. Ipotesi che millantassero aumenti salariali consistenti sarebbero soltanto demagogiche”.

Cosa pensa della Costituente lanciata dal Ministro?

“Che ben venga la Costituente, ma la domanda deve essere una soltanto: che cosa vuole questo Paese da questa Scuola e che cosa vuole fare questo Paese per questa Scuola”. 

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