Spending review, tagli per 160 milioni di euro alla scuola e alla formazione nei prossimi tre anni

di redazione
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Sarà un percorso in salita quello che si presenta al prossimo Ministro destinato a viale Trastevere. Dovrà riuscire a mettere in pratica il programma sulla scuola contenuto nel Contratto di governo dovendo fare a meno di 160 milioni di euro nei prossimi tre anni. 

E’ quanto riportato dal Fatto Quotidiano che ha analizzato la spending review e parlato di “eredità pesante lasciata dal Governo uscente”.

Conti alla mano, dai documenti interministeriali emerge che ci sono tagli importanti sia nella scuola, sia nei fondi destinati alla formazione.

Più nel dettaglio, nei primi due anni le scuole dovranno fare a meno di 36 milioni di euro (sia per il 2018 che per il 2019) e scendere di altri 35 milioni di euro alla fine del triennio.

Lo stesso dicasi per i tagli ai fondi destinati all’offerta formativa che saranno di 18 milioni per quest’anno, di 19 milioni per il prossimo e di poco più di 17 milioni per il 2020.

La notizia dei tagli alla formazione era già circolata nei giorni scorsi e riguardava il bonus di merito per i docenti, tanto che la UIl aveva preso posizione. In un comunicato stampa aveva commentato: “Il Miur, invece di ridurre esclusivamente il proprio bilancio interno, ha deciso di intervenire sul finanziamento del bonus per la valorizzazione docente (200 milioni del merito), sulle risorse della legge 440 (che finanzia le attività delle scuole) e sul funzionamento delle istituzioni scolastiche“.

Sempre a proposito di tagli, nell’aprile scorso il Miur aveva pubblicato una nota per fornire in maniera dettagliata le istruzioni operative sui criteri e sui parametri con cui attribuire risorse alle istituzioni scolastiche, che presentano progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l’emarginazione scolastica.

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