Spending review. Puger: tagli ma in nome della riforma. Rispondono i precari

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red – Giorno 19 pubblicavamo un articolo nel quale illustravamo la posizione della Dirigente Donatella Puger che affrontava i tagli di questi ultimi anni e della Spending review affermando che si è imboccata una direzione di una maggiore efficienza ed innovazione e che le riconversioni (dagli inidonei ai soprannumerari) non sono da vedersi esclusivamente come un fatto negativo.

red – Giorno 19 pubblicavamo un articolo nel quale illustravamo la posizione della Dirigente Donatella Puger che affrontava i tagli di questi ultimi anni e della Spending review affermando che si è imboccata una direzione di una maggiore efficienza ed innovazione e che le riconversioni (dagli inidonei ai soprannumerari) non sono da vedersi esclusivamente come un fatto negativo.

I precari? Sono un’anomalia, afferma la Puger, ma l’assunzione in ruolo di 21.000 docenti va nella direzione della stabilizzazione dei precari sui posti vacanti. E che in fondo non si licenzia nessuno a differenza di quanto accade all’ILVA o alla Wind Jet.

Di diverso avviso Marcella Raiola, docente precaria, che bacchetta la dirigente affermando che "la riconversione è l’ennesima umiliazione inflitta in primis ai presidi, considerati dirigenti di un settore "morto" […] e che difendere la professionalità dei loro docenti significa difendere la propria dignità di figure necessarie e non "tollerate" graziosamente da un potere che chiede la rinuncia ai diritti in cambio della conservazione del posto di lavoro!"

"Viene instaurato – continua l’e-mail giunte in redazione – un parallelo assolutamente incongruo con realtà produttive che non hanno nulla a che vedere, per struttura, funzione e finalità sociali, con la Scuola, e, cosa più grave, viene colpevolizzato, il docente che rivendica il sacrosanto diritto al rispetto e alla dignità".

I precari vogliono, afferma la Raiola "il pane e le rose". I docenti precari e di ruolo, continua, sono interessati a che la scuola non venga trasformata in un "carrozzone circense in cui si ammaestri la gioventù a fare qualche bel "numero" pour épater le buorgeois, mettendo crocette su quesiti stolidi e meccanizzanti, vogliamo il pane e le rose, perché ci spettano e perché una crisi non provocata da noi non può tagliare gli orizzonti del diritto e della felicità a chi ha studiato e lavorato per garantire quell’uguaglianza che il paese ha statuito di attuare attraverso la Scuola della Repubblica"

La spending review ? Nella scuola taglia solo gli sprechi

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