Spending review, oggi in VII: entro il 2016 tagli per 32 miliardi, la scuola dovrà contribuire

di redazione
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red – Oggi in VII Commissione cultura si è svolta un’audizione informale con il commissario per la Spending Review Cottarelli che ha illustrato il piano già pubblicato dalla nostra redazione in anteprima. Preoccupazioni da parte del Movimento 5 stelle per i tagli previsti alla scuola.

red – Oggi in VII Commissione cultura si è svolta un’audizione informale con il commissario per la Spending Review Cottarelli che ha illustrato il piano già pubblicato dalla nostra redazione in anteprima. Preoccupazioni da parte del Movimento 5 stelle per i tagli previsti alla scuola.

 Il piano, per tutta l’amministrazione, prevede risparmi di spesa per il 2015 (3,6 miliardi), 2016 (8,3 miliardi) e 2017 (11,3 miliardi). La scuola dovrà dare il proprio contributo, individuando risparmi nei seguenti settori:

  1. Rivisitazione della dimensione delle scuole
  2. Insegnanti di sostegno
  3. Docenti inidonei
  4. Edilizia scolastica (razionalizzazione fondi)

Interventi previsti anche in ambito universitario

  1. Criteri di finanziamento università e ristrutturazione rete universitaria
  2. Fondi per la ricerca. Revisione criteri di assegnazione (CNR, ENEA, etc.)
  3. Enti vigilati

Questo, almeno, nella bozza che è pervenuta alla nostra redazione.

Cottarelli, ex del Fondo monetario internazionale chiamato da Letta e Saccomanni come commissario straordinario, ha già spiegato che stanno costituendo ben 25 gruppi di lavoro: 17 sono verticali e 8 orizzontali.

Sappiamo che già la commissione che si occuperà della scuola è stata attivata ed è presieduta da Daniele Checchi, professore ordinario di Economia politica presso l’Università degli Studi di Milano

Oggi, Cottarelli ha illustrato il piano alla Commissione istruzione e cultura, suscitando le prime proteste.

"Noi del M5S – recita comunicato che riporta le dichiarazioni dell’On Chimienti – abbiamo chiesto perché Letta consenta che si effettuino nuovi tagli sulla spesa per l’istruzione dopo aver promesso che non lo avrebbe fatto nel suo discorso di insediamento".

E chiede un coinvolgimento delle commissioni di Camera e Senato nelle decisioni, insieme ai cittadini. "Abbiamo chiesto – continua il comunicato – di avere la garanzia che non si toccheranno neanche per scherzo le spese per la sicurezza degli edifici, per il personale scolastico, per il diritto allo studio. Le risposte non sono state soddisfacenti e il fatto che non si siano ancora individuati settori "intoccabili" dal punto di vista della spesa ci preoccupa e ci indigna perché negli altri paesi europei funziona diversamente: la revisione della spesa parte sempre dall’individuazione dei settori che
ne saranno oggetto."

Il comunicato si conclude chiedendo al ministro Ministro di non legare "la sua faccia a nuove decisioni scellerate calate dall’alto sui cittadini".

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