Spending review. Gli emendamenti della FLC

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red – Pubblichiamo gli emendamenti che la FLCGIL propone per modificare Il Decreto Legge 95 del 6 luglio 2012. Richiesta l’abrogazione dei commi che puntano ai tagli lineari.

red – Pubblichiamo gli emendamenti che la FLCGIL propone per modificare Il Decreto Legge 95 del 6 luglio 2012. Richiesta l’abrogazione dei commi che puntano ai tagli lineari.

Istituzioni scolastiche nelle regioni Sardegna, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. (art. 14 comma 16).
Abrogazione del comma 16
Motivazione. La chiusura di ulteriore di circa 40 scuole, al termine delle operazioni di mobilità, avrebbe effetti negativi sulla organizzazione delle stesse senza produrre risparmio. Infatti in molte regioni Dirigenti e DSGA per effetto del pesante dimensionamento sono già profili in esubero e si porrebbe comunque il problema del loro utilizzo in ambito diverso dalla scuola, dal momento che sono figure uniche.

Pagamento indennità di funzioni superiori ai sostituti dei Dirigenti (art. 14 comma 22).
Abrogazione del comma 22
Motivazione. Si vuole evitare la decurtazione di fatto del Fis che verrebbe utilizzato per pagare spese che non c’entrano niente con il miglioramento dell’offerta formativa ponendo a carico dei fondi contrattuali un spesa che la contrattazione ha invece esplicitamente escluso. Infatti le scuole che affidate in reggenza sarebbero doppiamente penalizzate dalla mancanza di un Ds in pianta stabile e da una sensibile decurtazione del Fis in seguito al pagamento delle indennità di funzioni superiori.

Transito e utilizzo nei profili ATA di docenti inidonei e ITP appartenenti alle classi di concorso C555 e C999( 14 comma 13-15).
Abrogazione dei commi 13 e 14
Motivazione: In questo articolo vengono messe sullo stesso piano due situazioni completamente diverse. Si tratta principalmente di docenti permanentemente o temporaneamente inidonei all’insegnamento per motivi di salute, ex assistenti di cattedra transitati dagli EE.LL, ex docenti di pratica professionale.
Gli inidonei sono circa 3.000 docenti con gravi problemi di salute ai quali si chiede di intraprendere, quasi alle soglie della pensione, il lavoro di assistente amministrativo divenuto molto complesso e gravoso per effetto del decentramento e dei tagli agli organici. La funzionalità delle segreterie sarebbe gravemente compromessa dalla diminuzione di personale formato ed esperto nelle procedure amministrative, finanziarie e organizzative gestite dalle scuole per l’attuazione dell’offerta formativa. Per questo personale è necessario prevedere la dispensa dal servizio, norma attualmente vigente nel nostro ordinamento (TU 297/94) o reiterare la visita medica per accertare la permanenza della inidoneità e in caso negativo garantire il loro rientro in servizio in qualità di docenti. L’utilizzo del personale temporaneamente inidoneo su posti di fatto disponibili di assistente amministrativo e tecnico è illegittimo perché questo personale mantiene lo status di docente pur essendo temporaneamente collocato fuori ruolo. Pertanto l’amministrazione non può utilizzarlo in altra area e profilo contrattuale.
Gli ITP della classe di concorso C 999 e C 555 sono invece docenti a tutti gli effetti rimasti nel limbo per colpa dello stesso Miur che non ha mai organizzato percorsi di riqualificazione per utilizzare a beneficio della scuola. Molti di questi colleghi hanno titoli e abilitazioni per insegnare materie diverse da quelle di attuale titolarità. Il passaggio obbligato in profilo e mansioni diverse è illegittimo e non è consentito dal nostro ordinamento che prevede che "il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione" (art. 2103 cc e art. 13 dello Statuto dei lavoratori).
Quindi il disposto di tale norma senza prima aver verificato la possibilità di un loro utilizzo come docenti sulla base dei titoli/abilitazioni possedute e di un percorso di riconversione professionale (tra l’altro in corso di attivazione sui posti di sostegno) rappresenta un sicuro demansionamento che, portato davanti ai giudici, vedrebbe soccombente il Miur con l’aggravio di spese legali.
Si vogliono inoltre evitare le pesanti ricadute di questa norma sui livelli occupazionali dei precari ATA che verrebbero licenziati tout court senza neanche avere più la possibilità di fare le supplenze saltuarie. In pratica circa 3.800 lavoratori (dietro ci sono altrettante famiglie) verrebbero messi sul lastrico dopo anni di esperienza decennale nelle segreterie. Si tratta in gran parte di donne, spesso non più giovanissime, che verrebbero definitivamente espulse dal mondo del lavoro. Temiamo conseguenze drammatiche dagli effetti di questa misura.
Infine non si capisce quale risparmio si voglia raggiungere, dal momento che le attuali disponibilità (dati Miur) nei profili ATA non sono tali da consentire il transito tout court di questi docenti che finiranno per essere collocati in soprannumero in una DOP provinciale.

Utilizzazione, in ambito provinciale di circa 10.000 docenti in esubero (art. 14 comma 17-21).
Soppressione dei commi da 17 a 21.
Motivazione. Si tratta di norma superflua per varie ragioni. L’ipotesi di contratto nazionale sugli utilizzi, in corso di registrazione, prevede una serie di opzioni per l’utilizzo di questo personale in ambito provinciale, ben più numerose di quelle contenute nel testo di legge. Inoltre la stessa relazione tecnica afferma che non vi sono effetti sui saldi di finanza pubblica, quindi la soppressione di questi commi lascerebbe inalterata l’entità della manovra. Confermare questa norma, oltre a determinare un’invasione di campo del contratto, avvierebbe notevoli contenziosi con evidente rischio di soccombenza per l’amministrazione. Inoltre la norma affidando agli uffici scolastici regionali la predisposizione del piani di disponibilità e utilizzo del personale in esubero, mette a rischio a causa dei tempi necessariamente più lunghi che un’operazione del genere determina la funzionalità delle operazioni e lo stesso ordinato avvio di anno scolastico.

Riduzione comandati presso il MAE e collocamento fuori ruolo del personale della scuola da destinare alle scuole italiane all’estero (art. 14 comma 11-12)
Soppressione dei commi 11 e 12
Motivazione. Con il ritiro del 41% circa del contingente statale si apre un processo di forte privatizzazione che investe non solo i corsi di lingua e cultura, ma anche le iniziative presso le università e le scuole statali, paritarie, straniere e internazionali, che ridurrebbe l’iniziativa pubblica a mera testimonianza. Inoltre vanno garantiti i diritti al personale in servizio previsti dalla legge 10/2011

In subordine

Comma 11. “ Al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’inizio del comma aggiungere la parola “ Esclusivamente”; dopo la parola docente aggiungere “ compresi i direttori dei servizi generali amministrativi”;
Motivazioni. Serve ad ottimizzare l’utilizzo dei comandati presso il Ministero degli Affari Esteri vincolandone l’utilizzazione e prevedendo il ricorso ai Direttori Generali dei servizi amministrativi della scuola.

b) all’articolo 639, comma 3, le parole da “è stabilito” sino a “unità” sono sostituite dalle seguenti “è stabilito entro il limite massimo di 1.000 unità”.
Motivazioni. Le 800 unità rappresentano il limite minimo di contingente da destinare alla scuola e alle iniziative scolastiche italiane all’estero per evitare la privatizzazione del servizio pubblico mantenendo gli standard formativi e di qualità.
Comma 12 A decorrere dall’entrata in vigore del presente decretoClegge e fino al raggiungimento del limite previsto dal comma 1, lettera b), non possono essere disposte nuove selezioni per il personale da destinare all’estero ai sensi dell’articolo 639 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297; fermo restando quanto previsto dalla legge 10 del 26 febbraio 2011 non possono essere rinnovati i relativi comandi o collocazioni fuori ruolo.
Motivazioni L’emendamento proposto trova sua giustificazione nel semplice fatto che il personale in servizio all’estero ha diritto ad un mandato di nove anni così come stabilito dall’art.2 comma 4-novies della legge 26 febbraio 2011, n. 10.

Divieto di monetizzazione ferie (art. 5 comma 8)
Riformulazione del comma 8. Le ferie, i riposi ed i permessi spettanti al personale, […omissis…]. Il presente comma non si applica al personale scolastico supplente con contratto di durata temporanea e fino al termine delle attività didattiche, limitatamente ai giorni di ferie, di riposo e di permesso spettanti a detto personale e non fruibili per incapienza rispetto ai giorni di sospensione delle attività didattiche compresi nel periodo del contratto.
Motivazione. Questa norma risulta inapplicabile allo specifico del lavoro scolastico nel caso dei supplenti saltuari e dei supplenti fino al termine delle attività didattiche. Data la natura del contratto che serve per coprire esigenze di carattere temporaneo questo personale non può usufruire delle ferie. Impedirgli il pagamento significherebbe violare un principio costituzione.

Alcuni suggerimenti sulle misure alternative che si potrebbero adottare nell’ottica di un miglior utilizzo delle risorse pubbliche

  • Affidare il revisorato al personale della scuola in esubero come compito di istituto. Ci sono molti Ds, dsga e docenti di materie economiche che potrebbero essere utilizzati a tale scopo senza costi aggiuntivi per le casse dello Stato con un risparmio strutturale di oltre 15 milioni di euro.
  • Consentire la dispensa dal servizio del personale docente che a suo tempo era già stato dichiarato permanentemente inidoneo all’insegnamento. Non si tratta di derogare alle norme Fornero, ma di applicare correttamente quelle già esistenti presenti nel T:U. della scuola (297/94) e ancora vigente.
  • Cancellare tutti i progetti a carattere nazionale attualmente gestiti dal Miur che porterebbero ad un recupero di circa 30 milioni di euro.
  • Utilizzare le economie del FIS a.s. 2011/2012 per salvaguardare i posti di lavoro e le professionalità acquisite nel settore ATA.

Comma 23 Trattamento pensionistico personale della scuola in esubero (modifica art. 24 riforma Fornero)
All’articolo 24, comma 14, alinea, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, dopo le parole: «ad applicarsi» sono inserite le seguenti: «al personale della scuola che matura i requisiti entro l’anno scolastico 2011-2012, ai sensi dell’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni».
Motivazione. Il sistema dell’Istruzione si regge sul principio della continuità dell’attività didattica e quindi non ha mai consentito al personale della scuola di poter andare in pensione in momento diverso dall’inizio dell’anno scolastico.
La riforma Fornero bloccando i requisiti antecedenti al 31 dicembre del 2011, di fatto consegna a coloro che avevano programmato di accedere al trattamento pensionistico dall’anno scolastico 2012/2013 una dilazione di tempo che può essere anche di 6 o 7 anni.
Infatti fermando i requisiti al 31 dicembre del 2011 si è spezzata l’unità dell’anno scolastico, senza modificare però le modalità di accesso al pensionamento del personale della scuola, che continua, a differenza degli altri lavoratori, ad avere un’unica finestra di uscita dall’attività lavorativa.

Comma 24 Trasformazione della trattenuta obbligatoria da parte di insegnanti della scuola primaria e dell’infanzia e degli ex direttori didattici a favore dell’ ex Enam in contribuzione volontaria. (modifica dell’ art. 3 della legge 7 marzo1957 n. 93).
Aggiungere un comma ex novo
Comma 24 Il comma 1 dell’ art. 3 della legge 7 marzo1957 n. 93 è modificato come segue: “Sono iscritti a domanda all’Ente gli insegnati e i direttori didattici a tempo indeterminato nelle scuole elementari e materne statali in attività di servizio”.
Motivazione. E’ necessario rendere facoltativa la trattenuta ex Enam, in quanto, dopo la l’entrata in vigore della legge 122/ 010, questa ritenuta si configura come una doppia trattenuta per le stesse finalità su una categoria di docenti che già registra i livelli salariali più bassi. Si tratta di una vera anomalia che penalizza una parte della categoria che aderendo alla raccolta delle firme promosse dalla FLC che in nome delle migliaia di firme raccolte e consegnate al MIUR come petizione per sostenere la richiesta in oggetto. Si tratta di una misura che non comporta alcun costo aggiuntivo per le finanze pubbliche

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