Spending review e inidonei. Il Ministro blocca il decreto attuativo

Di Lalla
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red – Lo sciopero della fame, le proteste e l’appoggio politico e sindacale hanno dato i suoi primi frutti. Infatti, apprendiamo da lanci di agenzia e dal sindacato dei Cobas, che il Ministro Profumo non avrebbe dato seguito al’attuazione dello spostamento dei docenti inidonei nei ruoli ATA con il decreto attuativo.

red – Lo sciopero della fame, le proteste e l’appoggio politico e sindacale hanno dato i suoi primi frutti. Infatti, apprendiamo da lanci di agenzia e dal sindacato dei Cobas, che il Ministro Profumo non avrebbe dato seguito al’attuazione dello spostamento dei docenti inidonei nei ruoli ATA con il decreto attuativo.

I docenti inidonei hanno dato vita ad un presidio durato ben 12 giorni e attuato uno sciopero della fame che ha condotto una docente anche al ricovero ospedaliero, come docuentato dalla nostra telecamera.

Pare che il Ministro abbia bloccato l’attuazione di quanto previsto dalla Spending Review, così, almeno, secondo quanto riferito da un comunicato COBAS e dai senatori Vita e Pedica che affermano: "Grazie alla mobilitazione degli
stessi insegnanti e al nostro impegno per intanto il ministro Profumo ha assicurato di avere a cuore la questione e di volerla approfondire meglio prima di dar luogo ad atti formali."

"La manifestazione che ho organizzato – ha dichiarato l’On Vita – durante il consiglio dei ministri con i docenti che chiedevano giustizia ha avuto il suo effetto ", convincendo il ministro della Pubblica istruzione, Francesco Profumo, "ad aprire uno spiraglio di soluzione per gli insegnanti inidonei"

Soddifazione anche da parte dei Cobas. "Con il presidio permanente i docenti idonei ad altri compiti hanno innescato innanzitutto, e per la prima volta, una seria riflessione tra le parti in campo (inidonei, rappresentanti parlamentari e Cobas), che ha ingenerato consapevolezza relativamente ad una norma che stava per passare senza che fosse stata compresa in tutta la sua gravità perché colpisce duramente ed immotivatamente i docenti malati, che verrebbero prima
licenziati e poi dequalificati. Gli incontri avvenuti mentre il presidio era in piazza hanno così determinato un vero e proprio cortocircuito tra la “necessità” di votare la fiducia da parte dei Parlamentari e lo strappo non ricucibile, con una
parte della categoria, determinato dall’iniquità della norma stessa.

"Riteniamo, però, – concludono – che questa sia solo una prima, piccola vittoria, abbiamo inviato già una richiesta di incontro urgente con il Ministro Profumo, aspettiamo il suo rientro per essere ricevuti e riprendere la mobilitazione per cancellare il provvedimento.

E rimandano all’organizzazione di un convegno nazionale CESP per sabato 15 settembre per fare il punto della situazione con gli avvocati e con i colleghi, che hanno partecipato alla mobilitazione di luglio/agosto

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