Oltre 115 milioni di tagli nei prossimi tre anni al Ministero dell’Istruzione. Arriva la spending review. BOZZA Dpcm [PDF]

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Come annunciato venerdì scorso, durante il Consiglio dei Ministri, è in arrivo il DPCM con la spending review dei vari ministeri. 800 milioni da risparmiare nel 2023, 1,2 miliardi nel 2024, 1,5 miliardi nel 2025.

Nella riunione del governo del 4 novembre, è stata approvata la definizione degli obiettivi di spesa per il periodo 2023-2025 per ciascun Ministero, ai sensi dell’articolo 22-bis, della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Tali obiettivi sono volti a determinare, nel periodo di riferimento, un risparmio in termini di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni pari a 800 milioni di euro nel 2023, 1,2 miliardi nel 2024 e 1,5 miliardi nel 2025.

Oltre 100 milioni di tagli all’Istruzione nei prossimi tre anni

Per quanto riguarda l’Istruzione saranno 28 milioni da risparmiare nel 2023, 39 milioni nel 2024 e 49 milioni nel 2025. Pesanti i tagli anche al Ministero della Giustizia, degli Esteri e degli Interni. Revisione della spesa anche per il settore dell’Università: 7 milioni in meno nel 2023, 10 milioni nel 2024, 13 milioni nel 2025.

BOZZA DPCM

Ogni Ministero presenterà una proposta di revisione di spesa

Ogni Ministero ora dovrà presentare una proposta di revisione di spesa che sarà al vaglio del Ministero dell’Economia. In caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo, lo stesso Ministero dell’Economia, per il tramite delle strutture di indirizzo politico-amministrativo, informerà il Ministro competente ai fini dell’integrazione delle proposte.

Se le proposte formulate non consentiranno di raggiungere l’obiettivo di spesa, per ciascun Ministero inadempiente, con il disegno di legge di bilancio 2023-2025, saranno “operate riduzioni degli stanziamenti, di competenza e cassa, fino a concorrenza del raggiungimento dell’obiettivo:

a) dei fondi da ripartire per provvedere ad eventuali sopravvenute esigenze di acquisto di beni e servizi iscritti nei pertinenti stati di previsione;

b) dei fondi a disposizione per eventuali deficienze di taluni capitoli limitatamente alle Amministrazioni nei cui stati di previsione siano istituiti;

c) dei fondi di parte corrente e di conto capitale alimentati dalle risorse rinvenienti dal riaccertamento dei residui passivi perenti, ai sensi dell’articolo 34-ter della legge 31 dicembre 2009, n. 196;

d) di ulteriori voci di spesa individuate nell’ambito della spesa corrente del Ministero inadempiente”.

Legge di Bilancio e Decreto Aiuti Quater

Saranno due i provvedimenti in materia finanziaria da parte dell’esecutivo nelle prossime settimane. Il primo, da 9,5 miliardi, sarà il Decreto Aiuti Quater da varare a metà della prossima settimana. Il secondo, invece, sarà la Manovra 2023 da quasi 23 miliardi. Spazio che verrà usato “in via esclusiva” per aiutare gli italiani dal caro energia e dall’inflazione come hanno spiegato ieri sera in conferenza stampa la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Nadef e Dl Ministeri

Il decreto prevede  il cambio di nome di alcuni ministeri come preannunciato dal premier Meloni: il Ministero dello sviluppo economico assume la denominazione di Ministero delle imprese e del made in Italy; il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali assume la denominazione di Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste; il Ministero della transizione ecologica assume la denominazione di Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica; il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili assume la denominazione di Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministero dell’istruzione assume la denominazione di Ministero dell’istruzione e del Merito.

Già sul sito del Ministero dell’Istruzione la dicitura Ministero dell’Istruzione e del Merito è già presente anche se non è ancora visibile nell’intestazione proprio perché manca il documento ufficiale. Poi da MI si passerà a MIM, ministero dell’Istruzione e del Merito.

BOZZA Dl Ministeri

Nella Nadef appena approvata il deficit programmatico per quest’anno è fissato al 5,6% del Pil, a fronte di una stima tendenziale al 5,1%. Per il prossimo anno il deficit programmatico scende al 4,5%, per poi attestarsi al 3,7% nel 2024 e al 3% nel 2025. Nella Nota di aggiornamento, l’entità della manovra netta 2023 viene stimata pari a circa 21 miliardi e sarà destinata interamente al contrasto del caro energia.

NADEF AGGIORNATA

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