“Spenderò un bel giorno il mio bonus docenti di 500€, giuro che lo farò.” Lettera

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“Spenderò un bel giorno il mio bonus docenti di 500€, giuro che lo farò.”

Parto, canticchiando De Gregori e fiducioso di spendere una parte del mio bonus docenti, in direzione dell’Emilia. Parma è davvero una bella città da visitare, così entro nel sito della carta del docente per visualizzare i musei accreditati all’uso della stessa e ne trovo addirittura 6.

Rimango stupito che non ci sia l’accesso al Battistero di Parma, e invece sia accreditato Mediaworld, museo di arte contemporanea aperto, come scoprirò i giorni successivi, anche a Reggio Emilia e Bologna, per illuminarci sulla storia della tecnologia (sarcasmo).

Comunque non mi scoraggio, al Battistero entrerò pagando, così punto al primo trittico: Teatro Farnese, Museo Archeologico e Galleria Nazionale. Tutti e tre i luoghi fanno parte, come avevo visto sul sito del turismo di Parma, del Palazzo della Pilotta, e con 5€ (scopro solo lì, perché i siti internet non possono essere aggiornati i primi giorni dell’anno, che il prezzo è diventato di 6€ ) un docente può visitarli tutti e tre.

Arrivo in biglietteria e chiedo se posso generare il buono con la carta del docente. La risposta è negativa e inizialmente mi sa di scusa:
“No, i tre musei non sono accreditati.”
Rimango perplesso e faccio vedere la lista alla gentilissima signora, ma lei insiste dicendo che non ne sa niente e non hanno l’attrezzatura per leggere il dispositivo, ma sarei potuto andare in direzione a recriminare. Nel frattempo la fila aumenta. Mi scuso più e più volte con le altre persone in attesa e mi faccio indicare la Direzione:
“In fondo alle scale ma le dico subito che sono tutti in ferie.”
Non sono voluto andare oltre. Pago i 6€ e mi godo comunque lo spettacolo.

In un colpo solo mi son giocato 3 dei 6 musei accreditati.

E’ ancora mezzogiorno e mi dirigo verso la Camera di San Paolo. Ingresso €2. Pongo la fatidica domanda alla biglietteria e qui sembrano saperne qualcosa, forse…

“Sì, conosco. E’ il bonus 18enni, giusto?”
Magari avessi ancora 18 anni, e dopo averla ringraziata per il complimento, le spiego meglio il funzionamento.

Molto risolutiva, la signora mi dice che, come per il bonus dei 18enni, non sanno nulla e non sanno come funziona, e decide di farmi un ingresso gratuito: “…e chi se ne frega. Almeno mi tolgo da questo impiccio.”

Ringrazio ed ammiro anche qui i capolavori del luogo.

Mi rimane l’Antica Spezieria di San Giovanni Evangelista. In realtà non era in programma, ma non volendo andare al Museo Mediawold, decido di vedere se, almeno lì, potevo usare la carta.

Niente di niente. Lì di antico c’era proprio tutto, figuriamoci se potevano avere un dispositivo in grado di leggere il buono generato.

La signora mi dice che non ne sa niente ma che il museo è bellissimo e comunque mi farà lo sconto insegnanti, pagando quindi solo 1€!!

E’ stato in quel momento che, sotto preghiera della signora di entrare per solo 1€, ho capito che il vero nome da dare alla Carta del Docente è Carta del Pezzente, perché è meglio pagare di tasca propria che elemosinare cose che, comunque, ci spetterebbero per legge.

“Spenderò un bel giorno il mio bonus docenti di 500€, giuro che lo farò.”

Prof. Fabio Macchia

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