03 Agosto 2020 - Aggiornato alle 22:17

Specializzazione sostegno conseguita in Spagna: Consiglio di Stato ordina al Miur di riesaminare istanze di riconoscimento rigettate

Titolo di specializzazione sul sostegno conseguito in Spagna: il Consiglio di Stato stabilisce l’illegittimità della richiesta di produrre il certificato “Acreditatiòn” e ordina al Ministero dell’istruzione di riesaminare le istanze di riconoscimento. 

Il Consiglio di Stato, con due recenti decreti monocratici emessi in data 27.01.2020, ha finalmente dichiarato illegittima la richiesta del Ministero dell’Istruzione di produrre il certificato “Acreditación” per i titoli di specializzazione sul sostegno conseguiti in Spagna.

In precedenza, due docenti in possesso sia del diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 che del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito in Spagna, avevano ricevuto il rigetto delle loro istanze di riconoscimento per il sostegno, in quanto non avrebbero prodotto all’Amministrazione il certificato “Acreditacion”.

Gli avvocati Domenico Naso e Valerio Lancia, cui le predette docenti si erano rivolte a tutela dei loro diritti, hanno prima impugnato i suddetti provvedimenti del Ministero dell’Istruzione con due distinti ricorsi al TAR del Lazio e, a seguito di rigetto delle loro istanze cautelari, hanno presentato appello presso il Consiglio di Stato.

Con due decreti monocratici, entrambi emessi in data 27.01.2020, il Presidente della Sesta Sezione del Consiglio di Stato ha finalmente accolto le richieste cautelari delle predette docenti con la seguente motivazione:

“Considerato che la ricorrente è abilitata all’insegnamento in Italia e ha conseguito il titolo di specializzazione sul sostegno in Spagna di cui chiede il riconoscimento in Italia; Considerato che il certificato “Acreditación” viene rilasciato dal Ministero dell’Istruzione spagnolo, ai sensi delle Direttive 2005/36/CE e 2013/55/UE, unicamente in favore del richiedente che risulti abilitato all’insegnamento in Spagna”.

Il Consiglio di Stato ha così sospeso l’efficacia dei provvedimenti di rigetto impugnati ed ha altresì ordinato al Ministero dell’Istruzione di riesaminare le loro domande di riconoscimento, fissando l’udienza di discussione dei ricorsi in appello per il giorno 20 febbraio 2020.

Secondo gli avvocati Domenico Naso e Valerio Lancia, che hanno seguito il ricorso in appello al Consiglio di Stato, tale nuova pronuncia conferma l’assoluta illegittimità della richiesta di integrazione documentale formulata dal Ministero dell’Istruzione e rappresenta anche un ulteriore passo avanti per il riconoscimento in Italia dei titoli di specializzazione sul sostegno conseguiti all’estero.