Specializzazione sostegno, Anief: esclusi con almeno 18/30 ricorrono al Tar

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comunicato Anief –  Il giovane sindacato ricorre per far partecipare ai corsi tutti i docenti non ammessi che hanno superato almeno la soglia della sufficienza (18/30).

Ancora polemiche per i risultati dei test svolti il 15 e 16 aprile scorsi, a causa di posti distribuiti in malo modo, dell’annullamento delle prove svolte in tre atenei e delle successioni di inabilità denunciate dalla stampa nazionale, con candidati bocciati con 27/30 e altri invece ammessi con 0/30.

Intanto il Tribunale Amministrativo del Lazio ha dato ragione all’Anief. Per ricorrere, clicca qui. Marcello Pacifico (Anief): Siamo certi che otterremo definitiva ragione e il Miur sarà costretto a rivedere in modo consistente il numero dei posti attivati per il prossimo TFA Sostegno.

Intanto molti gli esclusi che stanno aderendo al ricorso contro l’ingiusta estromissione dai corsi di specializzazione sostegno: hanno facoltà di aderirvi tutti i candidati al Tfa Sostegno che, in occasione delle prove di metà aprile, hanno conseguito almeno la sufficienza, pari a 18/30, e si sono ritrovati però eliminati dal prosieguo. Si ricorda che la scadenza del ricorso è fissata per il 6 maggio. Inoltre, per segnalare anomalie nel corso delle preselezioni per il Tfa Sostegno contattare la sede Anief attraverso l’indirizzo email [email protected]

Le polemiche non si arrestano, poiché per l’accesso ai corsi di specializzazione sul sostegno l’inabilità ha fatto da padrona, come hanno dimostrato i risultati finora pubblicati dalle Università, perché “il dm n. 92/2019 stabilisce che supera il test il doppio dei candidati rispetto al numero previsto dal bando, più tutti coloro che hanno conseguito il risultato dell’ultimo degli ammessi. Pertanto, non c’è una soglia di sufficienza, né un punteggio minimo con il quale si supera la prova. A stabilire chi accederà alla prova scritta in quell’Università è il candidato più bravo, quello che realizza il punteggio più alto”.

Le università nel caos

Presso l’Università della Basilicata secondaria di I grado, chi ha conseguito un punteggio da 27/30 in giù non è stato ammesso alla prova, perché i posti erano molto pochi, solo 15; quindi hanno superato la prova soltanto i primi 40 (numero doppio più tutti coloro che hanno il punteggio dell’ultimo degli ammessi). Il più bravo ha totalizzato 29/30, determinando il destino dei suoi colleghi. Mentre, presso l’Università di Urbino, l’ultimo degli ammessi alla prova scritta per la primaria ha totalizzato 0/30. I posti a disposizione erano 150, per cui anche se il più bravo dei candidati ha avuto 30/30, il numero non alto dei partecipanti (183) ha permesso di far accedere anche chi non aveva praticamente svolto la prova. Innegabile è la disparità di trattamento.

La posizione del sindacato

Anief aveva subito impugnato, presso il TAR Lazio, il Decreto Miur del 21 febbraio 2019 n. 118 di autorizzazione all’avvio dei corsi di Tirocinio Formativo Attivo propedeutici all’acquisizione della specializzazione per le attività di sostegno didattico degli alunni con disabilità, denunciando l’insufficienza dei posti complessivamente autorizzati rispetto al fabbisogno di personale docente specializzato, nonché l’irragionevolezza della loro ripartizione tra gli atenei rispetto al fabbisogno territoriale. Come è noto, il Tribunale Amministrativo, con un provvedimento cautelare d’urgenza, ha condiviso le ragioni patrocinate dai legali Anief e ha ordinato al Miur l’immediato riesame della situazione producendo, inoltre, una relazione circostanziata in cui vengano chiariti, tra l’altro, i presupposti e le ragioni posti a fondamento delle scelte espresse.

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