Spazio al merito degli assistenti amministrativi facenti funzioni DSGA. Lettera

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Elisabetta Leone – Ho 56 anni e sono un assistente amministrativo facente funzione dsga. Sogno una procedura di reclutamento, qualunque essa sia, in cui si possa far valere qualunque titolo uno abbia,  studio, servizio, formazione,  senza limite massimo nella valutazione,  e dove non contino gli anni alle sole dipendenze dello stato,  ma quello che si è fatto nella vita professionale,  iscrizione ad albi professionali,  ecc..

Non dimentichiamo che ognuno di noi è il frutto di una vita vissuta che portiamo integralmente nel lavoro di ogni giorno. In poche parole vorrei che si desse il giusto spazio al merito e non al solo titolo di studio.

Vorrei ricordare che in tutto questo discorso ci sono anche rivendicazioni generazionali. Con lo stesso criterio con cui un diplomato oggi,  magari ragioniere collegiato, che possa anche essere nominato revisore,  non ha diritto di partecipare ad un concorso per dsga, allora un assistente amministrativo non dovrebbe far valere la propria laurea perché al reclutamento non gli veniva richiesta.

Dobbiamo tornare al merito senza distinzione di sesso, di età.  È ovvio che per chiunque,  magari imboscato come assistente tecnico, con permessi di studio pagati dalla collettività,  magari studiando on Line durante l’orario di servizio,  magari senza figli a carico,  sia più facile oggi stare a sbandierare un titolo di studio e a dire che noi ci dobbiamo togliere di mezzo.

E poi, perché i tecnici (di qualunque area) devono continuare ad avere le stesse opportunità di un amministrativo quando in segreteria non ci vuole neanche entrare? Insomma sogno che vengano Dovremmo valutate le professionalità sul campo, l’onestà e l’integrità morale comprovata,  la correttezza e siano date le giuste opportunità a chi si è messo al servizio dello Stato e della collettività contribuendo a rendere migliori servizi alle famiglie e agli studenti.  Sogno quindi che venga ricondotto tutto alla sana regola del merito e che per una volta non vengano premiati furbi e sfaccendati e che si inverta la tendenza per cui di diritti negati lo Stato è un campione!

Versione stampabile
anief anief
soloformazione