Spazi, giardini e atrii dell’istituto: come fruirne? Socialità, movimento, passeggiate nella natura. Scarica un esempio di regolamentazione del loro utilizzo

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Il ritmo veloce della vita moderna può “prosciugare”, utilizzando un termine che rende assai bene cosa capita agli alunni e non solo a essi (anche a docenti e genitori) mentalmente e fisicamente. Aggiungi le tensioni di una pandemia che nei due anni precedenti ha fiaccato anche i più tenaci e i più forti e queste sfide possono moltiplicarsi. Immagina di essere uno studente di scuola e di doverti concentrare sull’apprendimento e lo studio durante questo periodo. Essere uno studente attento può essere difficile nei momenti migliori per non parlare dello sfondo di così tanti disordini globali (la guerra in Ucraina ha di fatto moltiplicato questi fattori di stress) e preoccupazioni per la salute e la sicurezza (una possibile ripresa della pandemia nel periodo invernale con contagi che potrebbero, nuovamente, interferire sulle relazioni umane). Queste tensioni hanno moltiplicato le sfide dell’essere uno studente di scuola concentrato sull’apprendimento e lo studio. La conclusione è che i giovani hanno a cuore il loro futuro e l’ambiente e devono superare molte più barriere per garantire che la loro istruzione non sia compromessa. Serve una maggiore attenzione all’ambiente, nelle nostre scuole: servono spazi verdi, giardini fioriti, aree dedicate all’orto urbano, aree svago e spazi ampi dove trascorrere la ricreazione.

I giovani devono affrontare queste sfide a partire da una riorganizzazione degli spazi scolastici

Ora è più importante che mai che gli studenti, i nostri studenti, quelli che non si sono arresi davanti alla pandemia, sacrificando il movimento e la socialità, trovino modi per gestire le loro risposte a queste preoccupazioni in modo che possano mantenere un funzionamento sano, anche a scuola. E numerose ricerche ci dicono che la natura può svolgere un ruolo determinante, importantissimo, nel fornire agli studenti una tregua mentale. È stato scoperto (ma già la Montessori lo sapeva benissimo, cento anni fa circa) che la natura ha proprietà riparatrici che possono migliorare il benessere e la salute mentale, compreso il funzionamento cognitivo. Ciò ha portato – scrive Dianne Vella – un crescente interesse nella comprensione della misura in cui l’esposizione alla natura può influenzare l’apprendimento, in particolare negli studenti delle scuole. Le scuole, nel tempo impoverite di verde, le scuole portate a sacrificare la socialità all’aperto con costipate ricreazioni in classe, sullo stesso banco dove si trascorrono 6 ore di lezione, adesso corrono (o devono correre) ai ripari. Ciò anche per rispondere alla circostanza che molti giovani (troppi, forse) scelgano di trascorrere gran parte del loro tempo libero immergendosi nella tecnologia e riducendo il proprio tempo nella natura, negli atrii delle scuole, nei cortili ampi di cui dispongono molti istituti scolastici (sebbene vetusti). Ciò significa che può essere importante trovare modi per i giovani di entrare in contatto con la natura durante l’orario scolastico. Il ruolo che le scuole possono svolgere per esporre gli studenti alla natura diventa ancora più rilevante se si può dimostrare che la natura migliora l’apprendimento.

Gli interventi sulla natura a scuola

Gli interventi sulla natura potrebbero includere, specifica Krystyna Gilowsk, passeggiate nel parco adiacente la scuola o nel parco cittadino, rinverdimento di aree interne con piante o pareti verdi, giochi nelle aree verdi esterne della scuola e giardinaggio. In alcuni casi, la natura ha svolto un ruolo passivo di sfondo in cui gli studenti potevano vederla dalla finestra di una classe senza toccarla affatto avviliti dall’eterna paura dei docenti di moltiplicare la loro vigilanza in ambienti più spaziosi dove gli studenti possono muoversi con più facilità e con maggiore dinamismo. In altri casi, la natura era l’obiettivo principale e gli studenti interagivano attivamente con essa, ad esempio il giardinaggio come parte delle lezioni di scienze. Anche la durata dell’esposizione alla natura variava da meno di un’ora a diversi mesi.

Cosa possono fare le scuole

Le scuole possono creare zone naturali con risorse limitate come la costruzione di muri verdi o giardini di erbe aromatiche. Molti insegnanti ti diranno che mantenere gli studenti concentrati e coinvolti nell’apprendimento può essere difficile; quindi, creare opportunità per gli studenti di trascorrere del tempo o osservare la natura può essere un modo efficace per migliorare l’attenzione dei bambini in età scolare e anche migliorare la memoria di lavoro. Il nostro articolo, però, si sofferma da un lato sull’importanza della natura a scuola capace di alleviare il sovraccarico cognitivo e lo stress, nonché ottimizzerà il benessere e l’apprendimento, e dall’altro la necessità che si utilizzino bene questi spazi, con attenzione alle regole.

E con gli alunni, anche i genitori

E perché non prevedere di aprire i giardini, permettendo l’organizzazione del personale, o una dotazione aggiuntiva fornita dai comuni, anche ai genitori, fuori dall’orario di servizio, per vivere la serenità (là dove sono stati realizzati parchi e giardini ben strutturati o parchi giochi accoglienti e attrezzati) di ambienti naturali in grado di “distendere” e rilassare? L’esempio dell’Istituto Sacro Cuore – Trinità dei Monti di Roma certamente è all’altezza delle sfide che la scuola del domani dovrebbe garantire. Una scuola a misura d’uomo capace di costruire uomini e donne, congiuntamente cittadine e cittadini.

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