Sparano alla docente durante la lezione: “Punizione esemplare, puliscano le aule per un mese”. L’affondo di Donazzan

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Gravissimo episodio a Rovigo. Alcuni studenti si sono “divertiti” a sparare contro un’insegnante usando una pistola ad aria compressa. Tutto è stato ripreso in un video diventato virale.

Sull’argomento è intervenuta l’assessore regionale all’Istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan: “Avete visto il video? Siamo in una classe di un istituto superiore, l’insegnante è in cattedra e le sparano. Ma la cosa peggiore di tutto questo sono i ragazzini che sghignazzano. Sghignazzano prima, nell’attesa, perché è premeditato, sghignazzano dopo. Fanno fintamente gli stupiti. Io spero non tutti, veramente me lo auguro”, afferma Donazzan nel suo intervento.

“La prima questione è evidente, è come non si rispetta più l’istituzione. La professoressa era lì che insegnava, non era neanche ascoltata, c’èra già un brusio di fondo prima, segno di distacco e maleducazione”, spiega Donazzan. “Il secondo tema è quello dell’omertà o della complicità. In entrambi i casi vergognoso perché figlio della premeditazione. Infine, il tema dei telefonini. Io sono già intervenuta più volte per dire come sia a mio parere sbagliato avere i telefonini in classe. Perché è diseducativo. Se era stato immaginato come ausilio alla didattica ora sappiamo che ci sono mille altri ausili. Il telefono è una distrazione, un collegamento con l’esterno. E questi ragazzi sono dipendenti dal telefonino”.

Sull’accaduto, come segnala l’agenzia DIRE, Donazzan spiega: “Chiamerò il responsabile scolastico per sapere se poi il responsabile si è fatto avanti. Io mi aspetto che avvenga questo, non che l’intera classe punti il dito. Ma piuttosto che si faccia avanti, sarebbe un segno di coraggio. E poi ci vuole una punizione per tutta la classe. Non credo nelle sospensioni, non credo nelle penalizzazioni, non sono certo per le pene corporali ma i lavori manuali sì. Magari i ragazzi potrebbero essere rieducati al rispetto della scuola pulendola per un bel mese. Sarebbe un bel messaggio per tutti, per dire che a scuola, e non solo a scuola, certe cose non possono avvenire”.

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