Sovrintendente Scolastica Trento, Uil: nomina doveva essere improntata alla trasparenza

di redazione
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Comunicato Uil Trentino Alto Adige Südtirol – Apprendiamo dalla stampa che la Giunta Provinciale, ieri lunedì 12 agosto, ha individuato nella dirigente Viviana Sbardella la persona che sarà Sovrintendente Scolastica a partire dal primo settembre.

Innanzitutto vogliamo complimentarci con la professoressa Sbardella, insegnante prima e dirigente poi di grande professionalità – persona di scuola che ha una visione della scuola a 360 gradi: sia di quella in Trentino, sia delle diverse realtà sul territorio nazionale.

Nel contempo, però, non possiamo non rilevare come l’individuazione della Sovrintendente sia avvenuta nelle modalità tristemente conosciute in passato, i soliti consueti canali, i deliberati di Giunta che si manifestano attraverso epifaniche conferenze stampa: una scelta avveduta di un sovrano illuminato, anziché l’individuazione attraverso criteri trasparenti e condivisi.

In fase di approvazione della legge di Assestamento del Bilancio, Uil Scuola aveva chiesto trasparenza nelle procedure di individuazione. Perché non è stata data occasione a tutti i dirigenti scolastici di poter inviare, se interessati, candidatura e curriculum? Al decisore politico sarebbe comunque rimasta la piena competenza della selezione / individuazione.
Resta poi la non semplice questione della regolamentazione degli effettivi spazi decisionali autonomi della Sovrintendente e degli strumenti concreti per poterli esercitare. Quale la struttura degli uffici di propria competenza?

Ritenendo la funzione del Sovrintendente all’autonomia scolastica, un ruolo di straordinaria importanza, al fine di evitare poltrone inutili e sovrapposizione di competenze, è bene evitare la fretta: spesso è foriera di cattivi consigli. Chiediamo all’Assessore Provinciale di attivare tempestivamente un confronto con il mondo della scuola e con le organizzazioni che lo rappresentano affinché la nostra Sovrintendente possa essere effettivamente messa nelle condizioni di essere la Garante dell’autonomia didattica delle Scuole, di tutelare la libertà di insegnamento, di essere, come dire,la facilitatrice nei rapporti fra la scuola in Trentino e quella del resto del territorio nazionale.

Non molti giorni fa, si era scritto di un primo importante passo provinciale verso la trasparenza nella attribuzione degli incarichi ai Dirigenti Scolastici. Con medesima coerenza ed onestà intellettuale oggi dobbiamo chiedere all’Assessore provinciale quale criterio ha permesso di attribuire ad un Dirigente Scolastico un doppio incarico: ufficio in Dipartimento e dirigenza del Liceo. Giova, infatti, ricordare come in fase di contrattazione si fosse concertato che l’assegnazione di incarichi di reggenza potesse avvenire solo in via eccezionale e straordinaria. Nel caso di specie: qual è l’incarico ordinario e quale quello in reggenza? La dirigenza del Liceo Classico può essere affidata ad un reggente o è l’importante incarico in Dipartimento ad essere considerato a “bassa intensità”?
UIL Scuola aveva chiesto, purtroppo invano perché non sostenuta da organizzazioni sindacali tanto autorevoli quanto taciturne, che in fase di mobilità fosse data possibilità a tutti i dirigenti scolastici di candidarsi anche ad incarichi speciali. Di fatto non è andata proprio così.

Dalla Giunta provinciale, dal Governo provinciale del cambiamento ci si attendeva quella che Camilleri avrebbe definito la mossa del cavallo (nel gioco degli scacchi il cavallo può scavalcare le altre pedine): scavalcare la mentalità locale vigente, bypassare le modalità discrezionali da sempre adottate.
Più che alla mossa del cavallo abbiamo, purtroppo, assistito al ritorno del passo del gambero.

Provincia di Trento, nominata nuova sovrintendente scolastica

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