Sotto l’albero del MIUR: 14 euro e un concorso per abilitazione che ha il sapore di una fregatura… Lettera

di redazione
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inviata da Mario Santoro ITP con laurea in Filosofia – “[…]che si può dire l’unico e grave compito: o meglio più che grave, sufficiente allo scopo.[…] all’educazione e all’allevamento dei fanciulli, perché quando educati bene, diventino degli uomini ammodo, […]ché tutte le regole le scopriranno da sé facilmente, affinché tutte queste cose divengano, secondo il proverbio, comuni tra amici” (Platone – La Repubblica, IV).

Così scriveva Platone, così non scriviamo più. Ed oggi tutto si è trasformato in un insieme indefinito e indefinibile di fogli carte cartacce verbali relazioni a cui si accompagnano paroloni come: conoscenza, apprendimento competenza, PTOF, MOF, PON, UFA, ecc…, che appaiono vuote dinanzi al reale quotidiano, quello tra le periferie, nel dentro dell’entroterra di territori ove spesso si è martiri e guerrieri, e per cui forse la Scuola (quella con la S maiuscola) prima si fa sul e nel territorio, e poi quello del Ministero, che sembra non capire il mondo della Scuola e le realtà in cui essa si esplica), tant’è che 14 euro di aumento netto ne sono la tangibile ignoranza e irriconoscenza; la Summa Scolastica… .

Mancano i soldi, ci dicono. Non è vero.

Prendeteli dal MOF, dai tanti progetti, i Bonus Premiali che sono poi lucrosità per i pochi addetti, cioè quelli che ruotano e compongono il Cerchio Magico (i lecchini dei DS), a cui assommare il Bonus di 500 euro, che distribuiti in modo razionale forse in vero i soldi ci sarebbero: ma chi vuole un Paese culturalmente civile, un Pensiero Libero, Critico e Autocritico, chi vuole un pensiero pensante: una Paese Democratico. Un PAESE. Non certo il nostro, che sono convinto, dietro la parola democrazia da anni nasconde la sua vera natura ed indole, che trova la sua forza politica e governante proprio nell’appiattimento del pensare e del pensiero, e nella “sopravvivenza” alla malattia. Chi vuole riconoscere il ruolo fondante alla formazione delle generazioni che nella Istruzione trova il luogo del FUTURO. Siamo oggetti a tutto e di tutto, sino alla violenza di coloro che dei ragazzi ne hanno smarrito il senso e il loro compito di guida: la famiglia.

Questa è Il Mio Paese, il nostro Bel Paese.

Per non parlare poi della presa […] del possibile prossimo Concorso per acquisire un abilitazione… .

24 CFU, o nemmeno non più per il vecchio ordinamento: cioè, tutti dentro per poi tutti fuori: mi spiego.

Chi ha anni ed anni di professione accede al concorso, e poi magari l’ultimo arrivato (con tutto il rispetto certo per questi), ti supera anche perché fresco di studi, magari gli stessi per i quali si concorre assieme tutti, con la differenza che appunto l’ultimo arrivato è fruitore immediato della conoscenza della disciplina mentre molti di noi ci siamo dovuti inventare un ruolo nel dentro di discipline delle quali ne abbiamo soltanto avvertito gli umori e i sapori, per divenire poi buoni cuochi, ora in grado di servire pietanze dove la conoscenza la competenza e l’apprendimento si mescolano, ed il pranzo è servito, mentre quelle conoscenze oramai antiche forse dimenticate perché non oggetto del menù quotidiano.. Per non parlare poi della conoscenza di una lingua straniera… e chi ha 25/30 anni di onorato servizio e l’inglese lo mastica appena: good morning, hello, ecc., quanto necessario appunto per farsi capire., un po’ quando si va all’estero e si cerca di muoversi… Questi docenti cosa fanno: bocciati, che significa inadeguati, superati: VECCHI.

E se invece si organizzassero i vecchi corsi abilitanti che poi possano valere come corsi di formazione, per altro già previsti dalla legge 107 (Il decreto legislativo n. 59/2017 ha previsto una fase transitoria), e accedere così dopo anni di attesa incostituzionale, all’insegnamento di quella disciplina tanto agognata, e vedersi anche premiato il tempo dedicato comunque alla formazione: quella senza la competenza l’apprendimento la conoscenza, quella appunto senza PTOF ecc… . Anni malgrado tutto spesi con serietà e speranza, adeguandosi alla disciplina che ci ha trovato spesso inizialmente smarriti, per ritrovarci grazie alla esperienza e allo studio metodico e costante, padroni della stessa con la sempre consapevolezza socratica di sapere di non sapere.

E’ così difficile sviluppare una idea simile, visto poi che la Riforma della Buona Scuola, la 107, ne aveva già previsto il loro esserci all’interno delle procedure di reclutamento e direi assestamento del personale docente… (premetto che odio la 107, ne sono stato una vittima anche io…), e che da un po’ di tempo è una idea che viene suggerita da tante parti, da chi conosce e bene il mondo reale della Scuola? Possibile che i Burocrati siano così non soltanto incompetenti, ma anche arroganti e ciechi e sordi. E Lui, il Nostro Ministro che pare abbia una onorata carriera che parte dal suo essere stato docente per giungere ai piani alti del MIUR: ha dimenticato tutto, o forse non lo ha mai vissuto il tutto!?.

Sotto l’albero del MIUR questi i regali, che sarebbero da buttare nel camino che arde in questa atmosfera natalizia, che tanto di speranza soffia attorno e dentro ognuno.

Buon Natale, o meglio oramai, Buon 2019.

E noi speriamo che ce la caviamo. Noi che ogni giorno mandiamo avanti il grande baraccone ed il grande Circo della Squola. Pardon, della SCUOLA

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