Sostegno, supplenti confermati sullo stesso posto su richiesta delle famiglie: la mossa di Valditara per la continuità didattica

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Quella del sostegno è da sempre una situazione delicata che ogni anno tiene banco, sia per quanto riguarda le immissioni in ruolo sia per quanto riguarda le supplenze. Il Ministro Valditara prepara una norma per migliorare la continuità didattica.

Non si tratta di una novità assoluta, dato che il Ministro aveva già annunciato modifiche ma adesso, a quanto pare, Valditara è pronto ad intervenire sulla questione già dal prossimo decreto semplificazioni.

L’idea del titolare dell’Istruzione e del merito, riferisce Il Sole 24 Ore, sarebbe quella di sfruttare l’avvio dei nuovi percorsi abilitanti e aprire a una sorta di “corsia preferenziale” per la conferma l’anno successivo dei supplenti annuali e fino al 30 giugno su richiesta delle famiglie.

Un primo passo che potrebbe fare da preludio all’idea del Ministro, già annunciata, di intervenire sul regolamento delle supplenze e permettere la permanenza del supplente di sostegno per l’intero ciclo scolastico.

A spingere Valditara in queste manovre c’è anche l’ultimo report Istat che ha evidenziato molte lacune. Se da un lato, ad esempio, a livello nazionale, il rapporto alunno-insegnante è di 1,6 alunni, migliore di quello previsto dalla legge 244/2007 che raccomanda un rapporto pari a due docenti per ogni studente con disabilità, dall’altro però sappiamo che oltre 67mila insegnanti (il 30%) sono stati selezionati privi di specializzazione.

Inoltre, sappiamo benissimo che a questa carenza si affianca spesso un ritardo nell’assegnazione: a un mese dall’inizio della scuola, infatti, circa il 12% degli insegnanti per il sostegno non risulta ancora assegnato.

Da un lato Valditara propone l’accesso al TFA sostegno anche ai docenti privi di abilitazione, che però dovrebbero poi frequentare anche i corsi abilitanti previsti dal Pnrr e di prossimo avvio.

E poi la proposta della conferma dei supplenti di sostegno annuali e fino al 30 giugno su richiesta delle famiglie e con l’assenso dell’insegnante, a patto che l’interessato sia in turno di nomina per quel tipo di supplenza, cioè ne abbia diritto per ordine di graduatoria.

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