Assunzioni in ruolo da GPS: aver insegnato su sostegno diventa demerito. Lettera

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Inviato da Carmen Totino – Scrivo questa lettera per far presente la situazione mia e di molti altri docenti ai quali il Decreto Sostegno Bis non ha saputo dare una risposta decisa. Insegno nella Scuola Secondaria, sono precaria, ma abilitata, e in quanto tale inserita nella prima fascia delle GPS, che solo per quest’anno è destinataria di immissioni in ruolo con procedura straordinaria.

Come molti, ho sì insegnato la disciplina per la quale sono abilitata, ma ho anche lavorato sul Sostegno: un ruolo delicato, spesso bistrattato, divenuto strategico ai fini dell’inclusione, ma all’indomani dell’emergenza sanitaria anche, letteralmente, fonte di forza lavoro vitale per la sopravvivenza e la gestione delle singole istituzioni scolastiche, che hanno riscoperto nella compresenza una risorsa non esclusivamente didattica (chi vuole intendere, intenda).

Faccio infine parte del folto gruppo di lavoratori dei quali ogni anno lo Stato si serve per coprire la moltitudine di cattedre vacanti, ed ho quindi maturato oltre 36 mesi di servizio, che come ormai tutti sanno è il motivo per cui l’amministrazione da tempo viene condannata per abuso di reiterazione di contratti a tempo determinato che dovrebbe divenire indeterminato: ciò secondo quanto stabilito a livello europeo, quindi sovranazionale. Un’Europa che piace sempre molto quando elargisce bonus e contributi a fondo perduto o quando tifa per noi in occasione delle competizioni sportive e canore, ma poco quando prevede il rispetto delle regole. E siccome i fondi, sempre quelli europei, servono per salvare (anche dalla fame, purtroppo) i lavoratori di molti settori, il Decreto Sostegni Bis è stato approvato in fretta e furia per rispettare i tempi previsti, a discapito, come succede alla gatta frettolosa, della buona riuscita dell’operazione.

Infatti, mentre in un primo tempo esisteva per tutti gli assunti dalla prima fascia il vincolo dei 3 anni di servizio nella scuola statale, con l’approvazione dell’emendamento a firma Casa (M5s) questo vincolo è completamente decaduto per i docenti di Sostegno, e si è contestualmente inasprito per tutti gli altri, che devono vantare non solo tale anzianità di servizio (e non si capisce perché poi quello nella scuola paritaria non sia… paritario!) , ma che devono averlo svolto su posto comune. No servizio misto insomma. Gli anni svolti sul Sostegno, d’un tratto, non sono più un servizio valido: cancellati con un colpo di spugna come se in quegli anni non avessimo lavorato, come se non fossimo stati in classe, come se il Sostegno non fosse più degno di essere considerato insegnamento.

Il tutto con buona pace perfino della Ragioneria Generale dello Stato, che il giorno della discussione degli emendamenti metteva in guardia sulla pericolosa differenza che si stava creando tra i lavoratori della prima fascia Sostegno e gli altri, sostenendo che “la modifica è suscettibile di determinare contenzioso oneroso da parte del personale docente su posto comune per violazione del criterio costituzionale di parità del trattamento, creando disparità di trattamento […] con possibili esiti negativi per l’amministrazione”.

Eppure, insegnare sul Sostegno negli anni è sempre stato considerato un merito, non un demerito. Con le vecchie Graduatorie d’Istituto si veniva chiamati sul Sostegno dalla propria classe di concorso, senza richieste aggiuntive; con le nuove GPS, il servizio sul Sostegno è stato addirittura considerato un jolly e valido come specifico su tutte le classi di concorso dello stesso grado. Per il concorso straordinario 2020, e poi anche per quello straordinario 2021 (previsto proprio dal Decreto Sostegni Bis) il vincolo dei 3 anni di servizio è sempre considerato come relativo all’insegnamento nello stesso grado, e il servizio misto è previsto. Solo ed unicamente per la procedura di assunzione da GPS rimane un tabù.

Si consideri infine che nel 2018, la sola abilitazione, così come la specializzazione, è bastata ad immettere in ruolo con un concorso non selettivo migliaia di docenti, con o senza servizio. Ora non basta nemmeno se accompagnata da anni di servizio misto e nonostante la prova selettiva prevista dopo l’anno di prova: anche questo abbastanza sui generis, ma così è.

Ci si domanda il perché di tale scelta, che appare illogica, irragionevole, indubbiamente discriminante. È spontaneo chiedersi perché questo benservito per dei docenti che, come unica colpa, hanno quella di aver svolto del servizio su Sostegno, necessario all’amministrazione, per il quale la stessa, ogni anno negli ultimi 20 anni, ha cercato forza lavoro non solo nelle graduatorie, tra gli specializzati, gli abilitati, i non abilitati, chi a scuola non ci aveva mai nemmeno lavorato, ma anche tra chi ha presentato MAD, con tempistiche e modalità tra l’altro sempre sfavorevoli non solo ai lavoratori, ma anche agli alunni, che ne subiscono sempre le ormai note conseguenze.

È folle discriminare lavoratori appartenenti alla stessa fascia, ma è esattamente ciò che si sta facendo. Molti di noi si trovano oggi in un limbo professionale, nonostante il battesimo scolastico sia avvenuto da un pezzo, si voglia esso considerare l’abilitazione o l’anzianità di servizio di 3 anni; una condizione di incertezza e delusione, che non lascia via d’uscita, non prevede soluzioni, non permette di progettare il futuro. Paradossalmente, chi è specializzato verrà assunto anche se non ha mai prestato servizio a scuola, chi è abilitato no, anche se ha alle spalle 2, 5, 7 anni di insegnamento, ma ha la colpa di averlo svolto pure sul Sostegno, al posto proprio di quegli specializzati che sono sempre mancati, per molteplici motivi.

E all’orizzonte non si vedono soluzioni per gli abilitati: perfino il concorso straordinario 2021 è per chi ha anzianità di servizio ma deve ancora conseguire l’abilitazione. Un controsenso del quale nessuno sembra essersi accorto: non le forze politiche, non quelle sindacali, non il Ministro dell’Istruzione.
Ad oggi, qualcuno vuole rimediare a questo clamoroso errore?

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