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Sostegno, schemi e riassunti diventano strumento di mediazione per una studentessa. Il caso di Paola

La didattica personalizzata viene realizzata dagli insegnanti di sostegno utilizzando metodologie, strategie e tecniche diverse, destinate a promuovere le potenzialità del singolo per fargli raggiungere il successo formativo nel rispetto degli obiettivi di apprendimento generali.

Nel caso dell’allieva Paola l’utilizzo sistematico degli schemi ha avuto un ruolo particolare.

Noi insegnanti di sostegno sappiamo che l’azione formativa individualizzata ha l’obiettivo di fare raggiungere a tutti gli allievi le competenze fondamentali del curricolo scolastico.

Si tratta in sostanza di lavorare utilizzando metodologie diverse per garantire a tutti gli allievi uguali opportunità di sviluppare le proprie capacità in ambito sociale e professionale.

E’ opportuno ricordare che il paradigma inclusivo della nostra scuola è stato rafforzato con la Direttiva Ministeriale (27/12/2012) che ha riconosciuto come ogni alunno, per determinati periodi, possa manifestare dei Bisogni Educativi Speciali rispetto ai quali la scuola deve offrire una risposta adeguata.

In questo modo è stata rimossa la tradizionale discriminazione tra allievi con disabilità e ragazzi senza disabilità che non rispecchia più la complessa realtà delle nostre classi.

Tuttavia è sempre necessario assicurare un’attenzione speciale alla tutela degli allievi diversamente abili che hanno una certificazione rilasciata dalla commissione ASST: Paola è una di loro.

Già durante la scuola elementare le è stato diagnosticato un importante disturbo emotivo e relazionale che si è manifestato con scarsa autostima, difficoltà a entrare in relazione con il mondo e a esprimere le proprie emozioni.

Nell’infanzia sono prevalse la tendenza all’isolamento e alla passività che sono diventate più complesse durante l’adolescenza associandosi a disturbi d’ansia e depressione.

Attualmente Paola frequenta la classe seconda di un Istituto Professionale.
Come reazione alla frustrazione dovuta alle numerose ore scolastiche, nel corso dell’ultimo anno Paola ha vissuto alcuni episodi di rabbia e ha manifestato aggressività nei confronti degli insegnanti e dei compagni.
Dopo un lungo percorso di sperimentazioni la sua fragilità ha trovato come unico argine l’utilizzo degli schemi e dei riassunti delle lezioni che i due insegnanti di sostegno – uno per le materie letterarie e uno per le discipline scientifiche – le preparano man mano.

Nonostante i numerosi tentativi di farle sperimentare dei nuovi metodi didattici come l’apprendimento collaborativo, il tutoring cioè l’apprendimento tra pari e la didattica laboratoriale, il risultato è stato negativo.

Infatti l’allieva con un duro silenzio ha condannato all’insuccesso ogni nuovo esperimento e si è barricata in un’area lontana, imprecisa, sfuocata e distante.

Il suo unico collegamento alla realtà della classe sono rimasti gli schemi e i riassunti che gli insegnanti le preparano.

Poiché non ha difficoltà a memorizzare, Paola è riuscita a mantenere con lo studio il ritmo della classe.

In questo quadro complessivamente deludente che conferma le sue gravi difficoltà nei rapporti personali si è inserito in modo inaspettato un fatto nuovo: uno dei due insegnanti di sostegno che lavorano con lei si è ammalato e la scuola non ha avuto le risorse per sostituirlo in breve tempo.
Perciò Paola è rimasta per due settimane priva della parte di schemi e dei riassunti relativi alle materie scientifiche.

Senza gli schemi anche lo studio domestico – cui si dedica con instancabile volontà e col costante supporto della madre – era diventato quasi impossibile.

Consapevole che la situazione le stava sfuggendo di mano, il lunedì mattina della terza settimana d’assenza dell’insegnante di sostegno Paola si è avvicinata ad una compagna e al termine della lezione di matematica le ha chiesto di potere avere i suoi appunti.

Da quel lunedì Paola è riuscita ad instaurare un rapporto con alcuni compagne: con fatica e in modo ancora molto incerto, la sua solitudine è finita.

Quando l’insegnante di sostegno che era stato assente è tornato a scuola ha trovato una nuova situazione durante le ore di matematica: Paola si siede accanto alla compagna cui per prima ha chiesto gli appunti e lui aiuta il piccolo gruppo di ragazze a scrivere rapidamente le formule e i concetti che vengono spiegati.

Un successo inaspettato.

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