Sostegno: riconoscere finalmente l’Assistente ed il Tiflopedagogista

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In merito alla recentissima polemica “scoppiata” tra la Sen. Enza Blundo e le principali Associazioni degli insegnanti di sostegno, a proposito della contestata “bozza” di proposta della Senatrice “pentastellata” aquilana mirante all’assunzione nelle scuole italiane del cosiddetto “Pedagogista professionale”, nei giorni scorsi è intervenuto l’Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione (I.Ri.Fo.R.) dell’UICI.

Al riguardo, il Direttore scientifico dell’Istituto Gianluca Rapisarda dichiara di voler prendere spunto da tale “querelle” per rammentare alla Blundo ed a tutte le altre forze politiche presenti al Senato che, a Palazzo Madama, è stata ultimamente depositata pure una PDL finalizzata al recepimento del Disegno di Legge C2656 varato dalla Camera nel Giugno del 2016, istitutivo delle figure dell’Educatore socio pedagogico e del Pedagogista. A tale PDL, il Network per l’Inclusione Scolastica (NIS) dell’UICI ha presentato recentemente un emendamento volto all’istituzionalizzazione dei due “profili” dell’Educatore alla comunicazione per gli alunni disabili sensoriali e del “Tiflopedagogista” od “Esperto in scienze tiflologiche”.

Pertanto, l’appello che il Direttore scientifico dell’I.Ri.Fo.R. Gianluca Rapisarda rivolge accoratamente alla Senatrice “pentastellata” Enza Blundo e naturalmente pure agli altri partiti è che la condivisibile proposta di “incardinare” la figura del “pedagogista professionale” nel sistema formativo ed educativo italiano, venga giustamente estesa anche ai sopraccitati “educatore alla comunicazione” ed all’”esperto in scienze tiflologiche”.

Sottolinea Gianluca Rapisarda che, con tale richiesta, non si vuole assolutamente creare ulteriore confusione nel già “caotico e frastagliato modello inclusivo italiano, contrapponendo e sovrapponendo nuove figure professionali agli insegnanti specializzati attualmente in servizio. Il nostro principale scopo è – continua Gianluca Rapisarda -, fare invece un po’ di ordine nel settore del sostegno e di renderlo più omogeneo ed uniforme, facendo uscire fuori dal limbo della precarietà di ruolo, di funzione ed economica, operatori quali appunto gli “assistenti alla comunicazione” (ex art 13 comma 3 della legge 104 del 1992) ed i “Tiflologi”, che già da tempo lavorano a favore del processo di inclusione scolastica degli alunni/studenti con disabilità sensoriali, ma senza un effettivo “riconoscimento giuridico” da parte del MIUR. Per loro, il NIS sta pensando inoltre ad una “specifica” formazione universitaria.

Al riguardo precisa Gianluca Rapisarda che l’”istituzionalizzazione” da parte del MIUR delle figure dell’educatore alla comunicazione e del tiflopedagogista non cozzerebbe affatto con le attività attualmente svolte dai docenti specializzati nelle singole Istituzioni scolastiche.
All’Assistente alla comunicazione ed al Tiflologo, infatti, secondo il Direttore scientifico Gianluca Rapisarda, non competerebbero né l’insegnamento disciplinare, né la verifica degli apprendimenti dell’alunno con disabilità, ma il dovere di supportare in “equipe” i docenti curricolari e e per il sostegno, il Consiglio di Classe e l’intero contesto, suggerendo metodologie e indicazioni didattiche ed educative appropriate, oltreché fornendo gli strumenti volti a rendere efficaci ed “inclusivi” gli insegnamenti, sia pur nei limiti consentiti dalla disabilità dell’alunno. I docenti specializzati, pertanto, ne risulterebbero valorizzati nella loro “specificità didattico-educativa.

La PDL presentata dal NIS dell’UICI – conclude il Direttore scientifico dell’I.Ri.Fo.R. Gianluca Rapisarda – non è perciò “peregrina” ed ha al contrario una sua forte “ratio” pedagogica ed educativa, però non sappiamo che fine abbia fatto, né se sarà mai discussa. “Proprio per tale motivo, facendo leva sulla sensibilità della Senatrice Enza Blundo e di tutti i Senatori, li invitiamo a voler cortesemente aprire al più presto con noi un confronto su tale proposta, riesumandola finalmente dalle “pastoie” di Palazzo Madama. Non bisogna mai dimenticare che sulle questioni più delicate riguardanti l’inclusione scolastica, oltre che l’importante dialogo con i docenti per il sostegno, altrettanto opportuno e strategico è anche il coinvolgimento e la partecipazione delle Associazioni di e per disabili e delle loro famiglie.”

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