Sostegno, quanti problemi: dalla mancata stabilizzazione dei docenti al “ritorno delle classi speciali” con la DaD

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Il professore Luigi Russo, insegnante specializzato sul sostegno e formatore esperto di inclusione scolastica, durante il dibattito su Orizzonte Scuola Tv trasmesso il 4 febbraio, ha risposto a importanti domande sullo stato attuale del mondo della scuola con particolare focus sui docenti di sostegno.

Nuovo PEI: i docenti sono pronti alle novità?

Il professore Russo ha risposto alla spinosa domanda inerente la preparazione dei docenti di sostegno verso le recenti novità introdotte dal ministero dell’istruzione. La domanda funge da stimolo per “sottolineare la mancanza di sensibilità verso il processo di stabilizzazione del personale docente operante sul sostegno, che porta a una difficoltà a investire su un percorso formativo chiaro e lineare”. In questo modo, “si rischia di frammentare troppo l’intervento didattico e a non dare omogeneità alla propria professionalità“, dice l’esperto in inclusione scolastica.

Formazione per tutto il personale scolastico

Il professore pone anche l’accento sulla necessità formativa di tutto il personale docente sulle tematiche del sostegno per poter rendere organico l’intervento, sostenendo come la “formazione non deve restare confinata alla teoria, ma è necessario rendere pratico e immediatamente spendibile il percorso formativo intrapreso“.

Dad e alunni con disabilità

Inoltre Russo pone l’accento sulla necessità di ripensare alla didattica a distanza per gli studenti maggiormente in difficoltà, ha sottolineato che durante la chiusura delle scuole di marzo vi è stato un totale abbandono e disinteresse verso la disabilità. “Con la didattica a distanza del nuovo anno scolastico la situazione è peggiorata con la creazione di ‘classi speciali’ in presenza e il resto della classe a casa“.

L’esperto, per questo motivo, crede fermamente “nel processo di inclusione che si può realizzare solo se il docente curriculare, coordinato dal docente di sostegno, riesce in presenza a coinvolgere l’alunno tramite lavori in piccolo e grande gruppo per poter proseguire con il naturale processo didattico a distanza con le stesse metodologie, solo veicolate dalle nuove tecnologie informatiche“. 

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