Sostegno, per i corsi Tfa si pensi al reale fabbisogno dei territori. I docenti: sempre più posti dove le graduatorie per l’assunzione sono sature

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Si attende anche quest’anno il nuovo ciclo di Tfa sostegno ma a gran voce si chiede di evitare il riproporsi dei vecchi problemi. Riportiamo un appello dei docenti.

“Siamo docenti specializzati sul sostegno, preoccupati per il proprio futuro professionale ed  i criteri di reclutamento dei nuovi cicli di corsi di specializzazione sul sostegno. Ci siamo resi conto che soprattutto al SUD, scenario di graduatorie ormai sature, esiste una notevole discrepanza tra il reale fabbisogno di docenti specializzati e posti messi a bando. L’esubero di docenti specializzati al Sud ed i posti in eccesso messi a bando dalle Università soprattutto del Sud supera di gran lunga, a nostro avviso, la reale necessità da coprire.  Tale questione in particolare mette in luce come annualmente le quote vengano stabilite attraverso una modalità diversa dal reale fabbisogno. E noi ci chiediamo, quale?”

“Al fine di chiarire le nostre posizioni poniamo l’esempio delle graduatorie di prima fascia nella provincia di Napoli, per quanto riguarda la scuola secondaria di secondo grado,  dove l’Università del territorio che offre la disponibilità per l’attivazione dei corsi di specializzazione sul sostegno, ad esempio,  a fronte di 700 idonei per il VI ciclo, ha ottenuto l’ attivazione di ben 570 posti ulteriori per nuovi specializzati, inoltre per il VII ciclo sono già pronti 1200 idonei. Una ulteriore questione è rappresentata dalla diversità d’accesso al percorso di specializzazione, che, da due cicli a questa parte,  abolisce la prima prova per chi ha maturato almeno tre annualità sul sostegno senza titolo, insomma una scorciatoia, che ha il profumo di un salvaprecari. Ci chiediamo allora, dove si attua il criterio del fabbisogno reale del territorio?”, proseguono gli insegnanti.

“Procedere in questo modo se da un lato rappresenta una opportunità per i candidati e  gli Atenei, dall’altro può innescare effetti deleteri, rischiando di generare nuova disoccupazione, soprattutto al SUD, o in alternativa una emigrazione forzosa nelle Regioni del Nord dove attualmente scarseggiano docenti specializzati, per quei docenti che possano permetterselo.

PERTANTO SIAMO A RICHIEDERE:

– Che l’accesso ad una procedura altamente selettiva, a numero chiuso, dai costi elevatissimi, non si trovi a divenire l’accesso ad un titolo svalutato e svalutabile e che tale accesso garantisca a chi supera le prove e a chi risulti idoneo di poter spendere concretamente il titolo acquisito.

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