Sostegno, ore dimezzate a Milano. La protesta delle mamme

di redazione
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Le mamme di alunni con disabilità, a Milano, hanno alzato la voce e si sono fatte sentire. Protestano contro le ore di sostegno dimezzate e contro i maestri costretti a fare da ‘tappabuchi’.

E’ quanto scrive il Giorno.it. Un gruppo di genitori ha scritto alle Istituzioni, competenti per rivendicare il diritto dei loro figli a essere seguiti nel percorso didattico nel modo adeguato.

La rivendicazione delle mamme

Abbiamo cercato di unire le forze fra mamme – hanno detto le mamme – abbiamo scritto al ministero, al provveditore, al Comune, ma per ora nessuna risposta. Non veniamo presi sul serio. Se non c’è l’insegnante per molti dei nostri figli non c’è scuola“.

Il problema consiste nell’aumento delle certificazioni che a Milano sono 15.395 contro i 7.698 posti di sostegno assegnati dall’ufficio scolastico regionale al 24 ottobre.

Posti scoperti, mancano persino i precari

Oltretutto, i posti assegnati non sono  tutti coperti. Infatti, come fa notare il quotidiano, con le nomine sono stati assunti i docenti con l’abilitazione al sostegno: solo 152. Tutti gli altri posti sono stati (nel migliore dei casi) o saranno assegnati a supplenti non abilitati, che spesso cambiano di anno in anno. Le scuole continuano a chiamare, spesso a vuoto: mancano anche i precari.

“Non abbiamo voce – dicono le mamme – ma siamo tante. Non chiediamo la carità, ma il diritto allo studio per i nostri figli che invece si vedono le ore sul sostegno dimezzate o che a novembre sono ancora senza insegnanti. Mancano gli insegnanti delle altre materie e vengono utilizzati gli insegnanti di sostegno a fare da supplente – continuano le mamme – e l’educatore cambia sempre”. La continuità didattica è un miraggio e spesso non c’è raccordo fra le scuole dell’infanzia, le elementari e le medie, col passaggio delle consegne.

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