Sostegno, oltre il 50% delle cattedre in deroga e spesso vanno a docenti non specializzati. Anief: un affronto, cambiamo le regole

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Sta assumendo dimensioni impressionanti la quantità posti di sostegno in deroga, le cattedre sulle quali non è possibile stipulare contratti a tempo indeterminato: gli ultimi dati ufficiali ci dicono che superano ormai la metà dell’organico utilizzato.

Sono ben 111.048 i supplenti su posti di sostegno chiamati durante l’anno scolastico 2022/2023 per coprire i 316 mila alunni con disabilità, al netto delle ore aggiuntive disposte dai giudici sui ricorsi promossi gratuitamente anche dai legali Anief nella campagna ‘Non un’ora di meno’, a fronte di 102.950 docenti di ruolo. Ammontano a 83.306 le supplenze al 30 giugno su cattedra oraria, 13.522 gli spezzoni orari e 14.220 le supplenze al 31 agosto, andate vacanti durante le ultime immissioni in ruolo (111.048 i supplenti censiti). Mentre la dotazione organica autorizzata per i ruoli di sostegno corrisponde a 117.170 unità, di cui 6.446 su potenziamento, al netto delle 14.220 immissioni in ruolo andate vacanti (102.950 i posti assegnati in ruolo).

Per Anief serve una risposta immediata sul reclutamento per tutelare soprattutto il diritto allo studio. Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato, fa notare che “due terzi dei supplenti, si stima, insegnano senza specializzazione, mentre 25.874 sono i posti banditi nell’ultimo TFA VII ciclo per conseguire la specializzazione su sostegno ed è stato vietato con ordinanza ministeriale il contratto di supplenza a chi ha conseguito la specializzazione all’estero in attesa di riconoscimento del titolo in Italia da parte dello stesso ministero dell’Istruzione e del Merito”.

“Che il numero programmato non sia tanto programmato – continua Pacifico – si vede proprio dalle effettive esigenze rilevate e negate: a fronte del 60% delle supplenze assegnate alla scuola primaria e dell’infanzia, nell’ultimo ciclo VII TFA sostegno soltanto il 30% dei posti è stato a questo ciclo assegnato (8 mila posti su 25 mila). Il nostro sindacato Anief chiede una soluzione che permetta di trasformare in organico di diritto tutti i posti in deroga pluriennali e di creare le condizioni per assumere tutto il personale sui posti vacanti così rilevati con il titolo di specializzazione universitario già conseguito o da conseguire con apposito corso secondo le effettive esigenze. Nel frattempo, continua l’istruttoria del Comitato europeo dei diritti sociali nel reclamo collettivo 200/2021 presentato dall’ufficio legale Anief per la violazione della Carta sociale europea sul diritto allo studio degli alunni con disabilità della scuola italiana”.

Anief ricorda che nel decreto n. 272 del 17 ottobre scorso, realizzato di concerto con il Mef e il ministero per la PA, con cui sono state introdotti 9.000 posti in più, oltre 6.446 cattedre di potenziamento specifiche sempre per il sostegno nel triennio 2022/24, mancavano dei passaggi importanti. “Il decreto non ha fetto cenno alle 93 mila cattedre in organico di fatto, che pur essendo nel 90% dei casi libere e vacanti sono considerate per legge utili solo alle supplenze annuali fino al 30 giugno. Questo vero e proprio affronto alla Carta sociale europea e ai diritti degli alunni disabili, va cancellato perché è alla base dell’alta percentuale di cambio continuo degli insegnanti di sostegno”, ribadisce Pacifico.

I NUMERI DISARMANTI

Ad inizio dicembre, ha osservato Orizzonte Scuola in base alle tabelle ufficiali del Ministero, erano “92mila i posti in deroga sul sostegno per l’anno scolastico 2022-23, a fronte di un organico funzionale per l’anno scolastico 2022/2023 pari a 210.045 posti, di cui 117.170 in organico di diritto e 92.875 in deroga (44,2%), soglia che è persino superiore nell’infanzia (55,6%, 11.222 posti in deroga, con 1.575 in Sicilia e 1.387 in Lombardia, su un totale di 8.952 posti in organico di diritto). Alla primaria, invece, sono 38.263 con 5.053 in Lombardia e 4.856 in Sicilia. Per il primo grado, invece, sono 19.085 con 2.915 in Lombardia e 2.370 in Sicilia, mentre per il secondo grado sono 24.305 con 3.064 in Campania e 2.968 in Sicilia.

Anief fa notare che il fallimento delle politiche adottate sul sostegno agli alunni con disabilità è ben raffigurato dalla percentuale di quelli assunti a livello nazionale: sempre sulla base dei dati ufficiali ministeriali, risulta che oggi di ruolo sono pari ad appena il 43,7%, mentre nel 2001/2002 erano ben il 60,8%, con un aumento netto quindi dei supplenti, spesso non specializzati, che si attesta tra il 15% e il 20%.

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