Sostegno, Nocera: “classi pollaio” e mancato aggiornamento docenti curricolari ostacolo all’inclusione

di redazione
ipsef

Il comunicato dell'ANIEF circa l'accoglimento da parte della Magistratura di tutte le richieste di aumento delle ore di sostegno sulla base della sentenza n. 80/2010 della Corte costituzionale è un dato di fatto incontestabile.

Il comunicato dell'ANIEF circa l'accoglimento da parte della Magistratura di tutte le richieste di aumento delle ore di sostegno sulla base della sentenza n. 80/2010 della Corte costituzionale è un dato di fatto incontestabile.

Però io da almeno quasi una ventina di anni ho sempre scritto che il MIUR avrebbe perduto tutte le cause in cui si richiedevano aumenti di ore di sostegno, fino a quando non sarebbe stato in grado di dimostrare che esso offriva altre risorse, oltre alle ore di sostegno, per la realizzazione del diritto all'inclusione scolastica di qualità. Infatti le richieste di ore sono aumentate da quando, a partire dai primi anni Duemila , il MIUR ha cercato di tagliare ore di sostegno con la motivazione dei tagli alla spesa, ma anche cominciato ad aumentare il numero di alunni per classe, arrivando alle "classi pollaio ", ha sospeso le attività di aggiornamento  sulle didattiche inclusive dei docenti curricolari, attività che erano state molto intense sino alla fine degli anni Novanta.

Ovviamente  e giustamente le famiglie, vistasi risdurre l'unica risorsa disponibile, le ore di sostegno, si sono dovute rivolgere e con successo alla Magistratura. Non per questo però la qualità dell'inclusione è migliorata; si è avuta una maggiore " copertura " degli alunni con ore di sostegno che, se talora hanno risposto agli effettivi bisogni didattici degli alunni abbandonati a sè stessi, per altro verso sono talora state assegnate dalla Magistratura col rapporto di un'ora di sostegno per ogni ora di insegnamento, con ciò vulnerando , in questi ultimi casi, la filosofia dell'inclusione;  essa si fonda  infatti fin dall'inizio sulla presa in carico del progetto inclusivo da parte in primo luogo dei docenti curricolari, " sostenuti " secondo le necessità variabili da alunno ad alunno , da  un grado all'altro di scuola e da un anno all'altro, da un numero di ore di sostegno e/o da un numero variabile eventuale di ore di assistenza per lì'autonomia e la comunicazione.

In via di principio , se un alunno con disabilità fosse stato ben integrato nella sua classe fin dalla scuola dell'infanzia( cioè con massimo 20 alunni per classe , al massimo con un altro compagno con disabilità nella stessa classe, con docenti curricolari con una buona formazione iniziale sulle didattiche inclusive ed aggiornamenti costanti e frequenti sulle didattiche specifiche relative ai bisogni educativi di ciascun alunno ed un buon collegamento con attività paraedextrascolastiche del territorio ), non vi sarebbe stato il necessario intervento alluvionale della Magistratura che è costato enormemente alle famiglie, all'erario ed all'aggravio di lavoro della stessa Magistratura che ha dovuto svolgere un indispensabile ruolo di supplenza alle carenze di una saggia programmazione delle politiche inclusive in Italia a partire soprattutto dall'inizio degli anni Duemila.

Purtroppo sull'onda della convinzione che unica risorsa per l'inclusione fosse  costituita dalle ore di sostegno, la Magistratura, come afferma correttamente il comunicato dell'ANIEF, si è dovuta basare sulle indicazioni delle certificazioni delle ASL che non dànno alcu valore ai fini della qualità della didattica, ma sono solo un parametro estrinseco di riferimento per l'attribuzione delle ore di sostegno, totalmente scollegate con i bisogni educativi effettivi dei singoli alunni che possono essere valutati correttamente solo dalla scuola, che invece è rimasta assente da tali valutazioni.

Ma c'è di più: il comunicato ANIEF cita la sentenza della Cassazione che ha motivato l'illegittimità dei tagli alle ore di sostegno con il principio di non discriminazione, contenuto nella l.n. 67/06 e cioè che la discriminazione consiste nella riduzione delle ore di sostegno agli alunni con disabilità, senza un'eguale riduzione del numero di ore di docenti curricolari ai compagni senza disabilità. Cioè: se l'amministrazione scolastica , riducendo le ore di sostegno agli alunni con disabilità, avesse ridotto in egual numero le ore di italiano o matematica etc ai comopagni senza disabilità non vi sarebbe stata discriminazione.

Ora ognun vede come questa motivazione, sia pur della suprema Corte, è priva di ogni consistenza logica e didattica; logica, perchè mi chiedo cosa avrebbe dovuto decidere la Corte chiamata a decidere su un taglio di egual numero di ore di sostegno e di ore di discipline curricolari; antididattica ed antiinclusiva, poichè , come si evince dalla sentenza, si viene a stabilire una separazione netta tra le ore di sostegno che sarebbero " esclusivamente " destinate agli alunni con disabilità e le ore curricolari che sarebbero " esclusivamente " destinate agli alunni senza disabilità. E ciò è in palese contrasto con la filosofia dell'inclusion scolastica e della normativa vigente: infatti l'art 13 comma 6 della l.n. 104/92 stabilisce che il docente per il sostegno acquistala piena contitolarità di tutta la classe e l'art 19 comma 11 della l.n. 111/2011 stabilisce che l'inclusione degli alunni con disabilità si realizza tramite i docenti curricolari che debbono a tal fine essere aggiornati.

Mi auguro che questo importante comunicato-stampa dell'ANIEF faccia seriamente riflettere il MIUR sulla necessità della presenza di tante condizioni indispensabili ed irrinunciabili , oltre al dovuto numero di ore di sostegno, per un'inclusione di qualità, come classi non affollate, docenti curricolari preparati e continuamente aggiornati sulle didattiche inclusive e su docenti per il sostegno specializzati in grado di saper affrontare i diversi bisogni educativi  di alunni con differenti situazioni di disabilità, compito cui oggi non è più sufficiente la specializzazione genericistica,che invece deve essere arricchita di una formazione iniziale e ricorrente obbligatoriamente in servizio più ampia e specifica.
Cordiali saluti.
Salvatore Nocera

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