Sostegno negato, se ne è parlato durante il seminario Anief di Palermo: sì alla revisione del decreto di riforma in via di approvazione

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Il nuovo ministero dell’Istruzione e del merito si dovrà impegnare il prima possibile in una revisione normativa su come trattare a scuola le esigenze degli alunni con disabilità, perché le attuali norme e quelle che si stanno applicando non li tutelano adeguatamente ed in certi casi arrivano a negargli il diritto allo studio: a sostenerlo è Marcello Pacifico, presidente del sindacato autonomo Anief.

Il sindacalista ha detto all’agenzia Teleborsa, che “da Palermo, dove oggi Anief ha organizzato un partecipatissimo seminario su organizzazione scolastica e disabilità, i sindacati, le associazioni delle famiglie e gli esperti sono stati tutti d’accordo nell’invitare il nuovo ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara a riscrivere il decreto interministeriale sul sostegno” che porta anche alla definizione del nuovo Pei: quel documento, ha detto, “dovrebbe essere addirittura riscritto, con il decreto legislativo n. 66 derivante della Legge 107 del 2015, perché non garantiscono in pieno il diritto all’inclusione di tutti i nostri alunni ed alunne”.

Pacifico ha aggiunto che “dopo la giurisprudenza e le sentenze della Corte costituzionale del 2010 e del 2016, come ci hanno ricordato anche gli avvocati che sono intervenuti oggi, il decreto interministeriale sul sostegno, alla firma del ministro dell’Istruzione, va rivisto: è tutto da scrivere, perché nasce già sbagliato e dovrà essere per forza rivisto”, ancora di più perché l’amministrazione scolastica vuole ridurre almeno 5.000 insegnanti di sostegno annui.

Il sindacalista sostiene che la modifica delle norme in via di approvazione vanno assolutamente fatte, “prima di chiamare ancora una volta in causa i giudici per garantire il diritto allo studio di tutti i nostri alunni ed alunne”: Pacifico annuncia che anche quest’anno il sindacato ha deciso di avviare la campagna “Sostegno, non un’ora di meno!“, avviata da diverso tempo, per far riconoscere tutte le ore che di fatto non sono state riconosciute da parte degli Istituti scolastici rispetto alle richieste che sono state avanzate alle amministrazioni.

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