Sostegno. Negata iscrizione con più di 20 alunni per classe, ma il TAR ammette a scuola uno studente autistico

di redazione
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Il TAR della Toscana ha accettato il ricorso di un ragazzo autistico, a cui è stata negata l’iscrizione alla prima superiore da due scuole superiori, perché la classe corrispondente all’indirizzo di studio scelto dal giovane aveva più di venti studenti.

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Il TAR ha posto la questione sul fatto che il Legislatore, stabilendo che le classi in cui è presente un ragazzo con disabilità siano “di norma” costituite da non più di venti alunni, ha voluto “introdurre un criterio e una linea guida nella formazione delle classi, affinché queste ultime siano definite nel modo più omogeneo possibile, avendo tuttavia sempre a riferimento l’obbligo prioritario dell’amministrazione di operare al fine di rimuovere gli ostacoli all’integrazione sociale e all’inclusione scolastica” degli alunni con disabilità.

Il Tribunale Amministrativo ha affermato che l’indicazione di formare classi di non più di venti alunni, nel caso di presenza di un alunno con disabilità, non costituisce un limite tassativo e inderogabile, lì dove si pregiudica l’iscrizione dell’aspirante alunno; le scuole, in pratica, hanno applicato la legge in maniera rigida, legge che intende sì sostenere l’apprendimento del disabile in una classe poco numerosa, ma non può impedire l’iscrizione e quindi l’inclusione scolastica.

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