Sostegno, in Liguria attesi oltre 200 docenti in rinforzo. I sindacati: “Non basta, troppo precariato e il costo del Tfa è alto”

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In Liguria, come nel resto d’Italia, è emergenza docenti di sostegno. Un problema che, nonostante gli sforzi del Ministero dell’Istruzione e del Merito, continua a rappresentare una sfida per molte scuole italiane.

La situazione viene descritta, sul Secolo XIX, dalla testimonianza di Daniela Degerolami, un’insegnante di sostegno precaria che desidera diventare titolare ma che, per farlo, dovrebbe frequentare il costoso e impegnativo corso di specializzazione TFA.

Nonostante il governo abbia previsto l’aggiunta di 9.000 nuovi insegnanti di sostegno per l’anno scolastico successivo, ci sono ancora problemi nell’organizzazione e nell’implementazione di corsi di specializzazione adeguati per gli insegnanti in servizio. Solo una percentuale ridotta di questi insegnanti di sostegno sarà titolare, e questa situazione si riflette sulla qualità dell’istruzione che gli studenti con disabilità ricevono.

Secondo Bertrand Viti, segretario regionale del sindacato Snals, i corsi organizzati dalle università non sono sufficienti per fornire la formazione necessaria e non sono accessibili a tutti i precari che desiderano diventare insegnanti di sostegno titolari. Il costo del corso TFA è troppo elevato per molti, e i requisiti per l’ammissione sono molto selettivi.

Inoltre, i tirocini richiesti non possono essere svolti nella stessa scuola in cui l’insegnante precario lavora attualmente, rendendo difficile la partecipazione. In questo contesto, il sistema di reclutamento attuale non funziona e l’efficacia dell’istruzione fornita ai ragazzi con disabilità è compromessa.

È evidente la necessità di trovare soluzioni pratiche e sostenibili per formare insegnanti di sostegno titolari e garantire un’istruzione di qualità agli studenti con disabilità.

Una possibile soluzione, si legge nell’articolo, potrebbe essere quella di fornire formazione al sostegno per tutti gli insegnanti, in modo che siano in grado di interagire con le persone con disabilità e di affrontare le problematiche specifiche di questi studenti. In alternativa, potrebbero essere introdotti corsi universitari di maggiore respiro per preparare gli insegnanti in servizio alla specializzazione necessaria.

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