Sostegno: il problema della continuità didattica si risolve stabilizzando

di redazione
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Comunicato Docenti di sostegno specializzati – Da quando è stato approvato il decreto n. 66/2017 è passato più di un anno: in questo periodo noi insegnanti specializzati e, insieme a noi le famiglie degli alunni con disabilità, non siamo stati assolutamente presi in considerazione.

In particolare, l’attuale governo ci ha lasciato nel dimenticatoio da luglio 2018, anno in cui è stato approvato il decreto dignità e la questione sostegno è stata rimandata a settembre 2019; già da questo si può dedurre come gli alunni con disabilità non sono stati tutelati e protetti.

Nella giornata del 21 maggio 2019 esce la notizia in cui il governo si vanta di aver approvato, in Consiglio dei Ministri, il decreto sull’inclusione. Di fronte ad una notizia del genere, inaspettata e mai trapelata (ed anche da questo si può dedurre come la decisione su questo tema sia stata repentina e frettolosa dettata da altre esigenze) tutti noi rimaniamo sorpresi e andiamo ad approfondire i contenuti di questa notizia.

Purtroppo, constatiamo che sulla continuità didattica non risulta neanche un piccolissimo accenno. Si può solo lontanamente immaginare lo stupore delle famiglie interessate oltre al nostro. Insieme, allora, abbiamo deciso di protestare e la mattina seguente, il 22 maggio, esce una nuova notizia: si ammette la continuità didattica dei supplenti con incarico al 30 giugno, contemplata dall’articolo 14 comma 3.

Il problema della continuità didattica e, quindi, la volontà di chiudere le nostre bocche dandoci questo contentino, ha peggiorato l’attuale situazione. Una situazione in cui ci troviamo in campagna elettorale che conferma l’idea che tale decisione sia stata presa frettolosamente e con superficialità.

Il problema della continuità didattica va affrontato con la nostra stabilizzazione impiegando delle risorse; Il governo avrebbe potuto farlo permettendoci di partecipare al concorso straordinario. Il paradosso è che il concorso ordinario non sarà bandito in tutte le regioni e, quindi, una buona parte dei docenti specializzati esclusi dal concorso straordinario non potrà parteciparvi. In questa maniera si affronta il problema della continuità didattica? Molti insegnanti di sostegno, quindi, continueranno a fare i supplenti.

Chiediamo nuovamente al ministro Bussetti e a tutti i membri delle commissioni che lo affiancano, di tutelare e avere rispetto per questi bambini indifesi, ma anche per noi; chiediamo di farlo non perché siamo in campagna elettorale, ma perché la piaga della supplentite, il problema della continuità didattica, se non saranno fronteggiati con la competenza e considerazione che meritano non si potrà mai attuare un reale progetto di inclusione.

I docenti specializzati e tutte le famiglie adesso dicono BASTA a tutte le ingiustizie subite finora, non lo accetteranno più e questo lo dimostreranno e lo grideranno a gran voce fino a quando questo triste scenario non migliorerà.

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