Sostegno, il ministro vuole cambiare tutto. Anief dice come: più docenti e specializzati, rivedere PEI e certificazioni, basta posti in deroga

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Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara insiste: a distanza di pochi giorni, ribadisce vuole riformare il sostegno nelle nostre scuole, perché oggi c’è troppa “discontinuità di rapporto tra alunno e insegnante, causata dai troppi cambi, la loro insufficienza numerica e la loro formazione specializzata: dobbiamo aumentare il numero degli insegnanti di sostegno e migliorare la loro formazione”, ha detto il ministro nel commentare la giornata che ha ieri celebrato i diritti delle persone con disabilità del mondo.

Secondo Anief una seria riforma sul sostegno deve partire da tre presupposti: oggi il suo presidente nazionale, Marcello Pacifico, sostiene che c’è bisogno di “una revisione del decreto sulla determinazione del PEI e sulle certificazioni della disabilità, ma anche di garantire l’assegnazione di tutte le ore richieste dalla scuola per il docente di sostegno, che oggi viene combattuta dal sindacato con l’iniziativa Sostegno, non un’ora di meno!. E pure di specializzare un alto numero di insegnanti modificando il numero programmato e reclutarli. Infine, occorre adeguare tutti i posti in deroga in organico di diritto”.

Il sindacalista autonomo ricorda, a questo proposito, che “in Italia i docenti di sostegno sono 200mila, ma il 50% di loro sono precari e in gran parte non specializzati nella didattica speciale. Se ci ritroviamo con così tanti docenti di sostegno che non garantiscono il diritto allo studio degli allievi più fragili e bisognosi di attenzioni, la colpa è tutta di chi è fautore di un sistema con una quantità industriale di posti in deroga con scadenza 30 giugno. Queste cattedre vanno tutte ricondotte nell’organico di diritto”, conclude Pacifico.

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