Sostegno, Ianes: ci vogliono docenti normali e speciali. Sì a concorso per solo sostegno

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“Evolvere il sostegno si può (si deve)” è il titolo che Dario Ianes ha dato a una nuova silloge di contributi al dibattito sulla didattica speciale scaturito dalla Legge 107.

“Evolvere il sostegno si può (si deve)” è il titolo che Dario Ianes ha dato a una nuova silloge di contributi al dibattito sulla didattica speciale scaturito dalla Legge 107.

Gli studi presentati dimostrano che ruoli paritari tra docenti curricolari e di sostegno non solo sono possibili, ma portano a situazioni didattiche migliori di quelle attuali, che sempre più spesso operano nella sola direzione della delega. In più vengono presentati e approfonditi i risultati, a quanto pare incoraggianti, della sperimentazione che ha visto all’opera nelle classi i primi tutor esperti itineranti.

Professor Ianes, in questo nuovo volume confluiscono i risultati positivi di esperienze didattiche che hanno previsto ruoli paritari tra docenti curricolari e docenti di sostegno. Ce ne vuole illustrare qualcuna?

“Nel volume si riportano i risultati di cinque ricerche specifiche su diversi aspetti del tema “insegnanti di sostegno”, alcune esplorano i vissuti e le opinioni degli insegnanti che si stanno specializzando e analizzano, attraverso i loro occhi, le realtà scolastiche in cui operano; altre si orientano sui ruoli rivestiti nella quotidianità di alcune classi inclusive da parte degli insegnanti di sostegno e sulla possibilità di mettere realmente in pratica l`ipotesi evolutiva radicale dell`insegnante di sostegno”.

Sappiamo che la legge 107 va nella direzione della separazione delle carriere, come mai essa non è in sintonia con una vera pariteticità tra insegnanti normali e insegnanti speciali?

“La separazione delle carriere cerca di rispondere a un bisogno di stabilità e continuità degli insegnanti di sostegno, bisogno legittimo e condivisibile, ma tra i vari problemi che farebbe sorgere, uno dei più rilevanti, per me, è quello del creare due distinte categorie di insegnanti, quelli normali e quelli speciali, accentuando i già troppo invasivi meccanismi di delega al sostegno, che sono l`esatto opposto dell`inclusione”.

Lei è sostenitore di un modello di scuola in cui tutor esperti itineranti svolgano un ruolo di supporto metodologico, proponendo in qualche modo un capovolgimento della situazione attuale, in cui i docenti di sostegno rivestono una funzione ancillare rispetto ai disciplinaristi. Nel volume ci sono aggiornamenti anche su questo aspetto?

“Ho riportato i dati conclusivi di una ricerca effettuata in due anni scolastici consecutivi su 17 classi sperimentali e altrettante di controllo. Nelle classi sperimentali abbiamo provato il modello evoluzione del sostegno nella direzione curricolare/tutor itinerante, con risultati migliori, sia negli alunni con disabilità sia nei compagni di classe, rispetto alle classi di controllo. Per me questa ricerca è particolarmente importante perché dimostra che l`intuizione evolutiva radicale, nata nel 2011 nel rapporto Caritas, Trellle e Fondazione Agnelli e sviluppata nel 2014 nel mio “L`evoluzione dell`insegnante di sostegno” è fattibile e porta a risultati empirici incoraggianti”.

Nel libro si parla “di un’evoluzione del ruolo degli insegnanti di sostegno nella direzione di una «didattica universale», efficace per tutti gli alunni e improntata ai valori della giustizia come equità”? Anche parlare di plusdotazione come una delle declinazioni possibili della didattica speciale va incontro ai ‘valori della giustizia come equità’?

“Certo, perché la plusdotazione è una delle infinite varietà delle differenze umane, a cui una scuola inclusiva ed equa deve dare una risposta efficace”.

Si augura che i decisori politici tengano conto dei risultati di cui si parla nel libro. Concretamente che cosa dovrebbero fare per rimirare la rotta?

“Il 2 di Aprile, a Roma in occasione della giornata dell’autismo, Faraone mi disse che su questo decreto delegato dalla 107 avrebbe fatto una grande consultazione/ascolto… con questo libro abbiamo fornito ulteriori argomenti, tratti da ricerche, accanto a quelli su cui abbiamo discusso nei mesi precedenti. Credo che si possa trovare un modo per rispondere ai giusti appelli all`efficacia, alla competenza e alla continuità che vengono dalle famiglie e dalle associazioni senza introdurre nel sistema meccanismi ulteriormente distorsivi… ma non rimane molto tempo, la delega scade tra 7/8 mesi”.

Che cosa pensa della selezione in corso dei docenti di sostegno? Come le sono sembrati i quesiti dello scritto?

“Una procedura concorsuale seria e ricorrente è un gran bene per la scuola italiana, in questo caso è mancata la glasnost rispetto ai criteri di valutazione degli scritti, rispetto alle commissioni, agli autori delle domande… Ci vuole una assoluta trasparenza, anche culturale, sulle scelte fatte; rispetto alle domande mi sono sembrate abbastanza in linea con i temi del bando, comprensibili, ma per me troppo ampie per il poco tempo a disposizione per rispondere. Auguri ai commissari che dovranno correggere, e prepariamoci a confrontare i diversi criteri che le varie Regioni applicheranno alle indicazioni generali di correttezza, completezza, pertinenza e originalità (!)”.

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