Sostegno, FIRST: inizio anno disastroso, 80mila i posti in deroga

di redazione
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Comunicato FIRST – L’anno scolastico è iniziato nel peggiore dei modi, forse il peggiore in assoluto degli ultimi anni. A oggi, a molti alunni con disabilità, non sono stati assegnati i docenti di sostegno, laddove sono stati assegnati vi è una generalizzata riduzione delle ore che spetterebbero di diritto.

Migliaia e migliaia di alunni non avranno neppure il docente di sostegno, semplicemente perché non ci sono docenti per quanti ve ne sarebbe bisogno per coprire tutti i posti disponibili, ergo alla fine della fiera arriveranno sugli alunni con disabilità docenti non specializzati.

Sarebbe allora più sensato, in assenza di personale specializzato da assumere, permettere un più alto numero di percentuale da riservare ai trasferimenti verso quelle regioni dove più alto è il numero di richieste di assegnazione provvisoria.

Quanti saranno? I posti in deroga sono aumentati spaventosamente. La First stima all’incirca 80.000 unità nel corso dell’anno scolastico 2019/2020!

Gli Uffici scolastici Provinciali e Regionali sono al collasso, sommersi dal lavoro. Anche perché bisogna sapere che tra i centomila docenti che sono già di ruolo, almeno 20.000 ogni anno fanno richiesta di assegnazione provvisoria, avendo diritto di spostarsi per ricongiungimento familiare laddove ci sono disponibilità di posti annuali, appunto sugli 80.000 posti in deroga. Il numero complessivo di posti da ritenere fissi sono quindi molto meno della metà di 180.000. Per essere chiari più di 200.000 alunni con disabilità è costretta ad assistere ad una rotazione continua dei docenti, senza alcuna colpa di quest’ultimi.

La risposta che il legislatore ha voluto apportare con il DLGS 66 del 2017, è assolutamente sbagliata. Si è legalizzata la precarizzazione dei docenti di sostegno per garantire una parvenza di continuità didattica, negando al contempo lo stesso diritto ai docenti di sostegno in organico di ruolo che come detto sono costretti a richiedere ogni anno l’assegnazione provvisoria.
Un atto di pura follia!

In questo modo, ogni anno, migliaia e migliaia di docenti di ruolo di sostegno intasano gli uffici scolastici con le loro domande di assegnazione provvisoria, istanze che devono essere espletate prima delle chiamate dei docenti precari sul sostegno inseriti nelle graduatorie.

Ora, nonostante l’abbondanza di posti disponibili tale da assorbire ogni singola domanda di trasferimento e ad ogni docente di sostegno precario collocato nelle graduatorie il ruolo, per una scelta di assoluta scelleratezza, invece di trasformare i posti in deroga in diritto, si è uscito dal cilindro l’art. 14 della 66/17 che comunque garantisce la continuità didattica sullo stesso alunno solo ai precari e non ai docenti di ruolo richiedenti assegnazione provvisoria, così come invece la FIRST aveva proposto in sede di Osservatorio per l’Inclusione.

Fosse stata prevista migliaia e migliaia di domande di assegnazione provvisoria ogni anno non avrebbero ragion d’essere, sgravato gli uffici e garantita, aspetto più importante, la continuità didattica all’alunno/a per anni.

In ogni caso grave rimane il fatto che non si sia riusciti a monitorare e a programmare per tempo corsi di specializzazione adeguati alle reali esigenze. Il trend di crescita dei posti in deroga è stato costante e progressivo. Dal 2007 a oggi è passato da 0 a 80.000 senza che ci sia mai stata una flessione.

È del tutto evidente l’elevatissima percentuale di posti coperti da non specializzati due anni fa. Oggi la situazione si è ulteriormente aggravata.

E invece no! Si è preferito percorrere la strada dell’insensatezza.

A tale quadro, di suo già grave, se ne aggiungono altri altrettanto gravi relativi agli assistenti specialistici. Aver previsto con il Dlgs 66 del 2017 che la funzione dell’assistenza igienico – personale dovesse passare tout court al personale ATA, senza un adeguamento degli organici tali da garantire il rapporto di genere; senza le risorse per loro formazione e senza tenere conto che non c’è nemico peggiore per un alunno/a con disabilità di un personale costretto a fare un lavoro che non vuol fare, e che le inventerà tutte per non farlo, sta determinando in molti territori un contrasto fortissimo tra gli Enti locali, che non vedono l’ora di non erogare più tale servizio, e le scuole che non sono in grado di avere il personale numericamente adeguato e soprattutto le risorse per la formazione.

Le classi pollaio sono aumentate e con esse il numero degli alunni con disabilità presenti in ogni singola classe. Oltretutto nel caso siano presenti due alunni con disabilità, la classe dovrebbe essere formata al massimo da 20 alunni. Ed invece anche questa norma non viene rispettata.

Il risultato: un disastro assoluto!

In molti territori tale servizio non è ancora partito, i bambini sono stati lasciati a casa e non si sa chi deve erogare un servizio essenziale come quello descritto.  Le risorse per gli assistenti all’autonomia e comunicazione vengono ormai ridotte ogni anno dagli Enti locali, con la conseguenza che agli alunni vengono garantite, si fa per dire, pochissime ore rispetto alle loro effettive esigenze e bisogni.

Il tutto senza che ci sia qualcuno che sappia spiegare per quale ragione giuridica la normativa di riferimento che disciplina l’attribuzione della competenza agli Enti locali degli assistenti all’autonomia e comunicazione, che lavorano ad personam sugli e per gli alunni, che costituiscono parte integrante del processo di inclusione scolastica garantendo il diritto allo studio e all’istruzione, non possa e non debba essere superata, in modo tale da collocare tale personale all’interno del MIUR, anziché lasciarlo in capo agli Enti Locali, i quali, a sua volta, disciplinano il rapporto di lavoro utilizzando forme singolari, ibride e costose per la collettività.
Il servizio di trasposto scolastico in molti territori ormai è letteralmente scomparso dall’orizzonte programmatorio di moltissimi Enti locali.
Le barriere architettoniche continuano ad esistere e resistere imperterrite!

La situazione complessiva per gli alunni con disabilità è davvero drammatica, versano in una condizione di discriminazione che si fa ogni anno sempre più grave!

La FIRST lo aveva detto e preannunciato per tempo che si sarebbe realizzata, quella che noi definiamo, “ la tempesta perfetta”.

Non era difficile ipotizzarla, siamo stati, infatti, l’unica Federazione che ha sempre guardato “all’effettività dei diritti degli alunni”, esattamente quello che manca nel nostro Paese, un diritto ad alunno con disabilità, a maggiore ragione se grave, o viene garantito nella sua completa effettività, oppure è un simulacro, un parvenza di diritto apparente, una presa in giro!

Non si cambia la vita delle persone cambiando le parole, definendo con altri significati ciò che esiste già e immaginando commissioni che sui territori non avranno la capacità di riunirsi mai!
Per la detta ragione la FIRST, a differenza di altri, non ha gioito in modo compiacente e imbarazzante, alle conferenze stampe organizzate per proclamare inesistenti “rivoluzioni copernicane”.

Ora basta occorre una politica di svolta!

Riteniamo che sia arrivato il momento di finirla con le passerelle ossequianti: le persone con disabilità, le famiglie hanno bisogno di altro.
Hanno bisogno che gli alunni entrino a scuola sin dal primo giorno, insieme a tutti gli altri e non dopo mesi; hanno bisogno che i servizi necessari per garantire effettivamente i loro diritti, (docenti di sostegno, assistenti vari, trasporto, barriere), esistano in modo adeguato sin dal primo giorno di scuola e non dopo mesi; siano assegnati i sostegni per tutte le ore di cui gli alunni hanno effettivamente bisogno e non poche ore; sia garantita la continuità didattica dei docenti e degli assistenti.
Ma tutto ciò, ancora nel 2019, rappresenta una chimera, siamo davanti ad una gigantesca violazione dei diritti umani e a forme di discriminazione commesse in danno dei più deboli!

E allora occorre capire.

Occorre capire cosa sta succedendo; dove si vuole andare a parare; quali intenzione in concreto si hanno, non a parole ma con i fatti veri; quali politiche si vogliono mettere in campo per porre fine a questo scempio; quali risorse si vogliono destinare alla scuola dell’inclusione; quali sono gli obiettivi primari della politica governante: sono le formule, cioè le parole, (di cui altri sono innamorati), oppure la sostanza, cioè l’effettività dei diritti?

La detta situazione non è certamente stata determinata dagli attuali vertici ministeriali, ma indubbiamente la FIRST in prospettiva si aspetta molto dall’attuale vertice governativo del MIUR e non solo.

Per la detta ragione, la FIRST ha chiesto immediata audizione al Ministro Lorenzo Fioramonti e al Sottosegretario Lucia Azzolina.

Proprio ieri, giorno 26.09.2019, è pervenuta la convocazione da parte del Ministro Fioramonti dell’Osservatorio Permanente per l’Inclusione Scolastica, per il giorno 01.10.2019.

In quella sede, ancora una volta, la FIRST, proporrà soluzioni e fornirà il proprio contributo, come sempre, per cercare congiuntamente di uscire da una situazione davvero critica.

comunicato-FIRST-La-tempesta-perfetta-2019

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