Sostegno e inclusività: una proposta di legge della Fish e Fand per scongiurare il ritorno alle scuole speciali

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Negli ultimi tempi si sta ritornando a parlare di scuole speciali, che non sono mai uscite dal nostro ordinamento, ma che si sperava non fossero più necessarie grazie all'inclusività delle scuole statali.

Negli ultimi tempi si sta ritornando a parlare di scuole speciali, che non sono mai uscite dal nostro ordinamento, ma che si sperava non fossero più necessarie grazie all'inclusività delle scuole statali.

In realtà ci sono diverse cause alla base del dibattito sull'uso di queste scuole speciali e riguardano la non osservanza della legge in merito al numero di alunni per classe se c'è un alunno con disabilità, la preparazione dei docenti sempre più polivalente e poco specifica rispetto al passato, la specializzazione sul sostegno come rimedio alla sovrannumerarietà dei professori.

Da qui parte la proposta di legge della Fish e Fand, la n. 2444, alla Camera, che oggi è al vaglio del Ministero come possibile contenuto dell’emanando decreto delegato sull’inclusione di qualità, previsto dal comma 181 lettera C della nuova legge di riforma della scuola n. 107/2015.

La proposta di legge prevede l’obbligo di un semestre di formazione universitaria iniziale per tutti i futuri docenti curricolari; l’obbligo di una apposita nuova specializzazione dei futuri docenti per il sostegno di durata triennale, successiva ad una laurea triennale come avviene per tutti; l’obbligo dell’aggiornamento in servizio sia dei dirigenti scolastici, sia dei docenti curricolari e per il sostegno, che per i collaboratori scolastici e per gli assistenti per l'autonomia e la comunicazione; l’obbligo di alcune ore mensili di programmazione congiunta di tutti i docenti, come da sempre avviene per i docenti di scuola dell’infanzia e primaria e  sino ad oggi assente per i docenti di scuola secondaria; l’obbligo di rispetto della normativa del tetto massimo di 20,22 alunni per classe e la reintroduzione del divieto di avere più di un alunno con disabilità nella stessa classe, infine la costituzione di appositi ruoli per il sostegno, distinti per ordine di scuole, dai quali si può uscire solo per passaggio di cattedra.

La Fish e Fand ritiene che solo con una legge di questo tipo possano essere fugate le tentazioni di ritorni anacronistici alle scuole speciali, garantendo veramente accoglienza ed inclusione a tutti gli alunni con disabilità coi propri compagni non disabili.

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