Sostegno e inclusione scolastica, CSPI boccia i decreti sul GIT e CTS: “Complicano il lavoro delle scuole”

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Bocciati dal Cspi i due decreti ministeriali riguardante i Gruppi per l’inclusione territoriale (GIT) e i Centri Territoriali per il Supporto (CTS). Il Consiglio Superiore ha espresso parere negativo e fornito alcune osservazioni.

Il CSPI ha evidenziato infatti che, dopo la Sentenza del Tar del Lazio n. 9795 del 14 settembre 2021, che ricordiamo ha annullato il decreto ministeriale sull’adozione dei nuovi modelli di PEI nonché le modalità di assegnazione delle misure di sostegno agli alunni con disabilità, sarebbe stato utile da parte del ministero emanare delle disposizioni orientate a ridurre il senso di confusione delle scuole sulla tematica dell’inclusione.

Per questo motivo, il CSPI rileva che le modifiche apportate dal d.lgs. 7 agosto 2019 n. 96 al d.lgs. 13 aprile 2017 n. 66, in particolare all’art. 9 comma 1, che interviene sull’art. 15 della L. 104/92, hanno creato una proliferazione di organismi e una sovrapposizione di competenze, di ruoli e di funzioni degli stessi che, invece di semplificare, rendono caotica la governance territoriale sull’inclusione. 

Il CSPI, pertanto, ritiene che le funzioni e le modalità di collaborazione, relazione e coordinamento tra i diversi organismi territoriali operanti sul tema dell’inclusione possano essere opportunamente definite in un unico decreto, considerato soprattutto che il comma 2-bis dell’art. 9 del d.lgs. 66/17 e ss.mm.ii prevede l’emanazione di un decreto per la sola individuazione di istituzioni scolastiche quali CTS, oltre a indicare la necessità che essi collaborino con il GIT, senza alcun riferimento alle modalità di funzionamento del CTS stesso. 

Per quanto riguarda lo schema di decreto di costituzione dei CTS, il CSPI ha espresso parere negativo anche perché ha evidenziato come il contenuto dello stesso sia esorbitante rispetto alla delega assegnata che prevede unicamente l’individuazione delle istituzioni scolastiche di riferimento per i CTS, mentre il testo interviene nella definizione di aspetti non previsti dalla norma di riferimento, come ad esempio sede, composizione, funzionamento, ecc.

Invece, per quanto riguarda lo schema di decreto sui GIT, il CSPI ha espresso numerosi rilievi critici e proposte correttive, tra cui quella di prevedere che i CTS possano essere incardinati presso i GIT, pur mantenendo la distinzione delle competenze e degli ambiti di intervento, e con sede presso la medesima istituzione scolastica e per la definizione del numero di docenti da assegnare ai GIT, integrare il criterio del numero delle scuole almeno con quello più significativo del numero degli alunni con disabilità in rapporto alla popolazione scolastica del territorio nell’ultimo triennio. Infine, vista l’importanza degli interventi e dei compiti affidati al GIT e al CTS, bisogna prevedere secondo il Cspi che i docenti assegnati possano usufruire quantomeno di forme di parziale esonero dall’insegnamento. 

PARERE CSPI SUL GIT
PARERE CSPI SUL CTS

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