Sostegno, Anief: ancora 70.000 supplenze al 30 giugno, Consiglio di Stato chiede al Ministero di spiegare cosa ha fatto per adeguare organico

Anief – Il Consiglio di Stato, con l’Ordinanza n. 3362/2020 ottenuta dai legali Anief Walter Miceli e Nicola Zampieri, aggiunge un ulteriore tassello al complicato puzzle che il giovane sindacato sta cercando da anni di ricomporre: quello volto a dimostrare che l’Organico di Diritto di Sostegno annualmente stabilito dal Ministero dell’Istruzione è illegittimo e totalmente insufficiente perché non rispetta e non tutela effettivamente le necessità degli alunni disabili.

Marcello Pacifico (Anief): “La nostra è una battaglia di civiltà: il Ministero quando elabora l’Organico di Diritto di sostegno non può basarsi su semplici previsioni, ma deve produrre numeri reali rispetto alle effettive necessità degli alunni disabili”.

Dopo la sentenza n. 149/2019 ottenuta presso il TAR del Lazio dai legali Anief, già definita “spartiacque”da quanti hanno a cuore i diritti e il futuro degli alunni con disabilità, che senza mezzi termini dava ragione al nostro sindacato e obbligava proprio il Ministero dell’Istruzione ad attivare il corretto numero di posti di sostegno in base alle esigenze rilevate annualmente sul territorio, ora il Consiglio di Stato chiede al Ministero di produrre la documentazione utile proprio a dimostrare di aver effettivamente recepito l’ordine del tribunale e di aver attivato la rilevazione del fabbisogno nelle singole scuole, così come aveva imposto il TAR del Lazio con la sentenza n. 149/2019.

“La sentenza dello scorso anno – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – obbligava il Ministero all’attenta e precisa rilevazione dell’effettivo fabbisogno sul territorio nazionale prima di dichiarare annualmente i posti in Organico di Diritto per il sostegno. Ma evidentemente il Ministero non ha mai eseguito questa rilevazione e anche per il prossimo anno ben 70.000 posti di sostegno saranno attribuiti “in deroga”, cioè ai docenti precari, anziché nell’organico stabile utile per le assunzioni a tempo indeterminato e per i trasferimenti.

Il TAR Lazio, è bene ricordarlo, nella sentenza citata aveva già chiarito che la dotazione organica di sostegno non può e non deve “essere ancorata sic et simpliciter a quanto esistente più di un decennio addietro, dovendosi invece puntualmente e attentamente monitorare la situazione per l’evidente aumento delle patologie individuate come rilevanti” e quindi aveva evidenziato che “l’obbligo dell’amministrazione si traduce nella necessità di un’attenta istruttoria anche verificando la concreta esistenza delle condizioni legittimanti la necessità di insegnanti di sostegno, non potendosi lasciare esclusivamente all’esperimento degli strumenti di tutela la riconduzione a legittimità, attesa la particolare condizione della popolazione scolastica con disabilità”.

“Il Ministero dell’Istruzione – conclude Pacifico – dovrà adeguare l’organico di sostegno all’effettivo fabbisogno di integrazione scolastica nelle nostre scuole. Il rispetto dei diritti dei nostri alunni, dei nostri figli più deboli, sono una priorità per noi non solo come sindacato di professionisti dell’Istruzione, ma come cittadini consapevoli e responsabili che vogliono che la scuola pubblica italiana sia effettivamente il luogo in cui si concretizzano principi che la nostra Costituzione definisce come fondamentali”.

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