Sostegno: il danno per la mancata assegnazione di ore va provato

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Con la sentenza 3400 del 2015 il Consiglio di Stato conferma che qualora la scuola non assegni il numero corretto di ore di sostegno,  il danno patito dal minore non viene risarcito in maniera automatica ma si deve provare quali siano state le conseguenze della mancata assegnazione.

Con la sentenza 3400 del 2015 il Consiglio di Stato conferma che qualora la scuola non assegni il numero corretto di ore di sostegno,  il danno patito dal minore non viene risarcito in maniera automatica ma si deve provare quali siano state le conseguenze della mancata assegnazione.

Dopo un ricorso presentato al Tar d’Abruzzoda parte dei genitori di un allievo disabile cui avevano assegnato un numero minore di ore di sostegno, volto ad ottenere il risarcimento dei danni subiti dal figlio, era stato riconosciuto il diritto al risarcimento di 5 mila euro.




La scuola aveva assegnato allo studenti per i primi 4 mesi dell’anno 9 ore di sostegno, la metà di quelle che gli spettavano La sentenza della Corte di Appello, apportando delle precisazioni sulla prova del danno ha ribaltato la sentenza del Tar poiché il danno non patrimoniale subito per la mancata assegnazione delle ore di sostegno va provato per stabilire l’ammontare della riparazione. I genitori, in questo caso, non hanno dimostrato in alcun modo che la mancata assegnazione delle re di sostegno spettanti abbiano provocato nel minore deficit cognitivi che abbiano potuto pregiudicare il suo percorso di studi.

Per questo motivo la sentenza dei giudici ha ribaltato quella del Tar sottolineando, ancora una volta, che per il diritto all’assistenza scolastica va tenuto conto anche delle esigenze finanziarie della scuola

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