Sostegno. Cisl Veneto: insegnanti insufficienti, anche alla primaria

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La Cisl si appella al presidente del Veneto, Luca Zaia, riguardo i docenti di sostegno.

Prima di tutto il numero degli insegnanti di sostegno formati e di ruolo disponibili sarà nettamente insufficiente: gli studenti disabili sono 16.424.

Le Università di Padova e Verona hanno avuto l’autorizzazione per un numero di posti nei corsi di specializzazione per attività di sostegno notevolmente inferiori alle disponibilità, anche alla primaria.

A fronte di 1.743 nomine, i posti per la specializzazione/abilitazione attivati dalle Università venete sono 560, meno di uno ogni tre.

Ci sono regioni in cui avviene l’esatto contrario. In Molise gli specializzandi sono 370 a fronte di 35 immissioni in ruolo (più di 10 per ogni posto). Il secondo problema riguarda il personale abilitato all’insegnamento nelle scuole dell ‘infanzia e primaria.

Per l’Anno Accademico 2017/2018 sono previsti (per il primo anno del corso) 200 posti a Padova e 100 a Verona. In totale 300 posti, un numero invariato da tempo. Il fatto è che solo nel corso del 2017 sono andati in pensione, in Veneto, 601 docenti di scuola primaria e 143 di scuola d’infanzia. Le quantità dei pensionamenti sono simili anche negli anni precedenti.

Nello scorso Anno Accademico l’Università di Padova ha ricevuto circa 1.100 domande di partecipazione ai test di ingresso e 850 richiedenti si sono presentati affrontare la selezione ed ottenere uno dei 300 posti disponibili”.

Il sindacato chiedono che “le Università concertino con l’Ufficio Scolastico Regionale i numeri e le caratteristiche dei corsi di specializzazione e abilitanti all’insegnamento. Inoltre chiedono che la Regione intervenga nel merito anche facendo valere la sua presenza nel Comitato Regionale di Coordinamento delle Università”.

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