Sostegno. Cisl: no a classi troppo numerose, 22 non deve essere “di norma” ma il limite

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“Ci ha fatto piacere vedere l’individuazione di un rapporto tra numero di alunni in classe e presenza di studenti con disabilità: tuttavia, se si parla di 22 alunni per classe e si mantiene la definizione “di norma” vuol dire che nella realtà diventeranno 28, dal momento che oggi la legge parla di 20 e di fatto le classi arrivano a 25″.

Lo dichiara Maddalena Gissi, segretaria generale nazionale Cisl Scuola, in un’audizione in commissione Cultura alla Camera sui profili attuativi della legge 107 del 2015 (Buona scuola).

“L’inclusione scolastica – continua – deve diventare un’occasione per introdurre un elemento qualitativo, per garantire agli studenti la qualità e il diritto allo studio”.

“Esistono alcune situazioni – puntualizza – che possono sfuggire dal controllo. Il coinvolgimento degli enti locali è molto importante: essi potrebbero svolgere il ruolo di assistenza, e sostituire gli insegnanti di sostegno in caso di certificazione di gravità della condizione dello studente, e questo può diventare un problema nella misura in cui ogni ente, ogni regione ha le sue peculiarità”.

Valutare assunzioni per personale in graduatoria

Abbiamo tanto personale nelle graduatorie di seconda fascia e abilitato, che garantisce a tutti gli effetti un percorso qualificato nelle nostre scuole dal primo settembre, perché a loro è affidato l’andamento quotidiano delle attività didattiche; ci sono 120mila supplenze anche quest’anno, abbiamo graduatorie esaurite, quindi ci permettiamo di suggerire che la norma transitoria sul regolamento debba essere valutata nel breve periodo, per far sì che il prossimo settembre l’anno scolastico possa iniziare normalmente, e nel medio periodo utilizzando i 36 mesi per il personale abilitato e attraverso assunzioni per il personale che è comunque in graduatoria di seconda fascia, valutate a seconda delle fasce di appartenenza”.

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