Sostegno, boom supplenze: più di 60 mila i docenti non abilitati

di redazione
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Boom di supplenze nell’anno scolastico 2019/2020: 170 mila insegnanti potranno avere una cattedra fino a giugno. Come riferisce il Corriere della sera, oltre 60 mila sono i docenti non abilitati di sostegno. I motivi principali dei numeri record di supplentite sono la mancanza di aspiranti e i posti rimasti vacanti per la riforma quota 100.

Le stime dei sindacati non lasciano dubbi: un docente su cinque avrà un contratto di supplenza. Anche quest’anno scolastico sono alte le cifre riguardanti i supplenti, con oltre 17 mila posti lasciati disponibili dai pensionati  per quota 100.

La situazione è particolarmente critica per ciò che concerne le deroghe di sostegno. Ci riferiamo a una platea di circa 65 mila insegnanti. I posti in deroga non entrano a far parte dell’organico di diritto, ma vengono assegnati tramite supplenze al 30 giugno.

In totale sono 150 mila i docenti di sostegno, dei quali circa un terzo vengono assegnati durante l’anno tramite sentenze di tribunali, su richiesta delle famiglie degli alunni con disabilità e difficoltà di apprendimento, o decisione degli Uffici scolastici.

Supplenze sostegno al 30 giugno

Considerato il basso numero di docenti in possesso della specializzazione, le supplenze possono essere conferite anche a insegnanti privi di titolo per l’insegnamento agli alunni con disabilità.

Le deroghe su sostegno ogni anno superano i 50.000 contratti e in questo anno scolastico la situazione resta invariata. Il problema principale, come riferito da Anief, è che “il fabbisogno stimato con l’organico di diritto regione per regione non corrisponde alle esigenze reali e ad essere penalizzati sono non soltanto gli alunni, ma anche gli insegnanti, che non possono usufruire di quelle cattedre per i trasferimenti e le assunzioni”.

Gli Uffici scolastici provinciali hanno intanto iniziato a pubblicare i posti assegnati in deroga.

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