Sostegno: basta con i posti di fatto, danneggiano alunni e docenti. Lettera

di redazione
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Caro Ministro Valeria Fedeli Ti scrivo, Sono il papà di Chiara che, da 5 anni supplisce con ENTUSIASMO giovanile in quel di Arezzo in qualità di GAE sul sostegno della scuola elementare.

Anche quest’anno, a fronte dei tanti proclami sui media assistiamo ad una realtà che è molto diversa dagli annunci, ovvero il reiterato ricorso al precariato su posti disponibili ogni anno.

E poco importa se si tratta di insegnanti di sostegno e poco importa che opereranno ancora un anno sempre su alunni diversi, in dispregio della decantata “continuità didattica”.

Ad Arezzo quest’anno solo 2 posti ! A fronte di una esigenza consolidata negli anni di oltre 100/150 unità che vengono poi destinati frettolosamente sotto forma di “incarico annuale”, alimentando un caos organizzativo che vede in qualità di parte lesa:

gli insegnanti;
agli addetti ai lavori del MIUR provinciale e Regionale;
ma, e soprattutto, le famiglie dei ragazzi disabili che si vedono sostituire ogni anno l’insegnante di sostegno e smarrire il punto di riferimento con il quale poter impostare un minimo di progettualità didattica.

Mi chiedo se sia funzionale, per uno STATO che vuole rilanciare l’azione partendo dalla “buona scuola” la precarizzare a vita giovani iscritti alle GAE in dispregio delle rigorose indicazioni della Corte Europea (cfr. la sentenza Mascolo della Corte europea, che ha accertato l’abuso nell’utilizzo dei contratti a termine della scuola) e soprattutto a chi giova questa situazione visto che i precari comunque oltre allo stipendio per 9 mesi usufruiscono per gli altri 3 mesi dell’indennità di disoccupazione ?

Gentile Ministro, lei che è stata una sindacalista vicina alle esigenze degli insegnanti, ritiene giusta questa pratica di “sottrazione di posti reali” alla stabilizzazione ? Quando e come si uscirà mai fuori da questa situazione kafkiana che viene accettata come uno “status quo” ogni anno?

Cordialità

Maurizio Mirarchi

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