Sostegno: assegnare meno ore provoca danni al minore, si al risarcimento in mancanza di prova contraria

di Patrizia Del Pidio
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Con la sentenza 2078 dello scorso 12 agosto il TAR Sicilia di Palermo riconosce il risarcimento danni ai genitori di una minore disabile cui erano state assegnate ore settimanali di sostegno inferiori a quelle riconosciute.

Con la sentenza 2078 dello scorso 12 agosto il TAR Sicilia di Palermo riconosce il risarcimento danni ai genitori di una minore disabile cui erano state assegnate ore settimanali di sostegno inferiori a quelle riconosciute.

Alla bambina, con handicap grave, avevano riconosciuto il bisogno del rapporto 1/1 con 22 ore settimanali di sostegno mentre la scuola le forniva soltanto 11 ore di sostegno settimanale.

Le mancanti ore di sostegno erano state sostituite con l’assegnazione, da parte del Comune di un assistente all’autonomia e alla comunicazione.




Il Tribunale riconosce alla minore il diritto alle 22 ore settimanali di sostegno così come  certificato per evitare che il suo percorso di studi sia soltanto nominale .

Per quanto riguarda il risarcimento dei danni che l’alunna avrebbe subito dal numero di ore di sostegno inferiori a quelle necessarie, il Tribunale fa notare che i risarcimenti vanno decisi basandosi su 3 circostanze:

anche se il diritto alla salute, soprattutto dei minori con handicap, devono essere tutelati, e anche vero che in tempo di crisi economica anche la tutela incondizionata alla salute può subire oscillazioni  che dipendono dalle scelte dell’Amministrazione

le decisioni, soprattutto in tempo di crisi, molto spesso sono determinate indebitamente

"L’assistenza pubblica ai minori, in tutte le forme con cui questa può essere prestata, è da reputare in via di principio ‘sussidiaria’, o, comunque, non sostitutiva rispetto agli obblighi di assistenza ed educazione che prioritariamente incombono sui genitori che su di essi esercitano la potestà”.

Il tribunale ritiene che se anche i problemi finanziari della pubblica amministrazione possano in qualche modo giustificare  l’assegnazione di un numero insufficiente di ore di sostegno  e che l’obbligo di assistenza dei minori grava principalmente sui genitori; ma in questo caso, pur gravando l’obbligo sui genitori, viene messo in discussione è il servizio scolastico erogato dallo Stato a cui non può supplire la famiglia.

Il Tribunale, tra l’altro fa notare che “l’assegnazione di un numero insufficiente di ore di sostegno è intervenuta malgrado la esistenza di numerosissimi precedenti di questo TAR sfavorevoli al Ministero resistente, che, ciononostante, continua, anno dopo anno scolastico, a reiterare provvedimenti all’evidenza non conformi alla normativa in materia di tutela dei disabili.”.

Per quanto riguarda il risarcimento del danno il Tribunale precisa che in linea di principio esso deve essere provato dal danneggiato anche ricorrendo a presunzioni semplici. Ad avviso dei giudici  “in mancanza di diversa prova contraria fornita dall’Amministrazione resistente in merito alla adeguatezza delle ore effettivamente assegnate rispetto ai bisogni educativi come individuati negli atti di causa, deve ritenersi raggiunta la prova per presunzioni che la diminuzione delle ore di sostegno ha provocato un danno alla personalità della discente, che è stata privata del supporto necessario a garantire la piena promozione dei bisogni di cura, di istruzione e di partecipazione a fasi di vita “normale”Ciò posto, il danno può essere quantificato equitativamente tenuto conto del numero di ore non assegnate in Euro 1.000,00 per ogni mese in favore di ciascun ricorrente (con riduzione proporzionale per la frazione) di mancanza dell’insegnante di sostegno per 22 ore dalla notifica del ricorso e sino all’effettiva assegnazione.”

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