Sostegno, Anief: ricorso ad adiuvandum per stabilizzazione posti in deroga

Comunicato ANIEF – Mentre continuano le beghe di governo, il nuovo anno scolastico inizierà con una scarsa attenzione agli interessi dei disabili.

Anche stavolta, infatti, circa l’80% dei posti, sapientemente attribuiti come organico di fatto, verrà dato “in deroga”, a personale spesso non specializzato. Anief avvia il ricorso ad adiuvandum per trasformare i posti su sostegno in deroga in organico di diritto e quindi rendere questi posti disponibili per le assunzioni o per le supplenze da dare al personale specializzato presente in GAE, in GM o In Graduatoria d’istituto.

Ricorso ad adiuvandum per la trasformazione dei posti in deroga di sostegno in organico di diritto

La notizia era nell’aria da tempo, anche se la mancata pubblicazione di un decreto nazionale sugli organici non ha fatto venire a galla prepotentemente la questione, ma andando a cercare sui siti degli USP, i vari decreti provinciali, l’ufficio legale dell’Anief ha fatto emergere la grave discrepanza tra organico di fatto e organico di diritto.

In particolare, anche se le esigenze delle scuole, in termini di insegnanti di sostegno, continuano ad aumentare, gli stessi vengono riconosciuti dai vari USR solo in organico di fatto, mentre la dotazione di docenti di sostegno in organico di diritto viene implementata, in base alle necessità di bilancio e non in relazione ai bisogni effettivi.

Di questa scelta scriteriata, peraltro di esclusivo interesse economico, ne fanno le spese in primis gli alunni disabili e quelli che necessitano del supporto di un insegnante di sostegno, che anche quest’anno si troveranno a dover cambiare docente, in barba alla continuità didattica e alle più elementari norme di buonsenso, e in secondo luogo i docenti specializzati, all’interno delle varie graduatorie per il reclutamento, che non vengono assunti perché quei posti, che a loro spetterebbero, non sono mai resi disponibili. Che abbiano sbagliato a puntare sulla formazione specialistica?

Per far valere i tuoi diritti, clicca qui e ricorri con Anief