Sostegno. Anief, legge delega in arrivo: stretta su certificazioni, nuovi vincoli e formazione universale

di redazione
ipsef

Anief – Con l’imminente riforma di sostegno, i docenti specializzati dovranno avere più conoscenze specifiche: dovranno approfondire le competenze sui diversi tipi di disabilità ma anche garantire la continuità didattica, evitando i cambi di docenti specializzati nel corso dell’anno scolastico; gli stessi, poi, faranno capo a un centro unico che metterà in relazione scuole, ASP e Inps, all’interno del quale si richiederanno le ore da assegnare ad ogni alunno con problemi di apprendimento certificati.

I punti cardine dell’atteso decreto delegato della Legge 107/2015 sono stati elencati dal sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, intervenuto duramente sull’episodio di cronaca accaduto in provincia di Palermo, presso una scuola primaria di San Giuseppe Jato, dove un alunno autistico è stato lasciato in solitudine: a colloquio con il quotidiano La Repubblica, Faraone ha stigmatizzato il fatto affermando anche che la legge delega sul sostegno sarà pronta nelle prossime settimane e, comunque, prima della fine dell’anno.

Le novità annunciate dal sottosegretario vengono tuttavia contestate dall’Anief: se l’intenzione di istituire un nuovo ente è quella di disconoscere o limitare il ricorso all’assistenza visto che quasi un terzo dell’organico attuale su sostegno (circa 40mila su 138mila complessivi) riguarda posti in deroga e che, inoltre, nell’ultimo decennio il numero degli alunni disabili certificati è cresciuto visibilmente (arrivando da poco più di 100mila agli attuali 240mila), il sindacato dice subito no.

A spiegarne i motivi è il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico: “premesso che le intenzioni di migliorare le norme che regolano il sostegno ci trovano d’accordo – dichiara il sindacalista autonomo –, dobbiamo tuttavia rilevare che le scelte che si stanno prendendo non sono quelle attese. Non si può, infatti, giustificare la continuità didattica, la quale nella prima versione della Legge 107/15 era persino garantita con la presenza dello stesso docente dall’infanzia alle superiori, con un possibile vincolo ulteriore al quinquennio attuale. È questo che si sta attuando: si vuole obbligare un insegnante specializzato a rimanere per dieci anni sul sostegno, come se la sua fosse una professione qualsiasi”.

“Vale la pena ricordare che un docente di sostegno è un insegnante della classe: non un assistente, né un infermiere”, dice ancora Pacifico. “Anche sulla formazione generalista, in linea con l’abolizione delle aree, nutriamo seri dubbi considerato che si dovrebbe partire da un’analisi degli handicap riscontrati e puntare sul potenziamento delle conoscenze e degli interventi didattici su questi temi. Noi rimaniamo dell’avviso che il sostegno si combatte esclusivamente garantendo un numero di docenti adeguato e col rispetto delle ore richieste dai medici: non certo, limitandosi alla trasformazione di 5mila cattedre di sostegno da organico di fatto a quello di diritto, come si ha intenzione di fare con la prossima Legge di Stabilità, quando vi sono quasi 40mila cattedre libere e disponibili”.

“Fino a quando non si supererà il vincolo normativo – conclude Pacifico – che limita il numero di docenti specializzati, obbligando gli ambiti territoriali a determinare di anno in anno decine di migliaia di posti in deroga, il problema non sarà superato. E continueremo ad avere, come avviene oggi, un docente specializzato su tre precario”.

Proprio per evitare l’elusione delle ore di didattica speciale, Anief ha avviato l’iniziativa gratuita “Sostegno: non un’ora di meno!”, attraverso cui viene messo a disposizione delle famiglie un modello di lettera per richiedere sin dal primo settembre le ore di sostegno per l’intera durata dell’orario di servizio settimanale dell’insegnante specializzato: se non saranno erogate le ore di sostegno necessarie in questi primi giorni di scuola o in caso di inadempienze, le segnalazioni possono essere già raccolte dal sindacato inviando una email  a [email protected]

Lo sciopero di lunedì prossimo, 14 novembre, con presidio a Roma è stato voluto e organizzato anche per dare voce ai docenti precari, agli idonei dei concorsi ancora non stabilizzati, ai diplomati magistrale ante 2001/02, agli abilitati TFA, PAS, SFP, Estero cui il MIUR vuole precludere l’accesso alle GaE e, inoltre, al personale di ruolo anch’esso diventato precario con la Legge 107/15, per cui rischia concretamente di perdere per sempre il diritto alla titolarità e alla continuità didattica oltre che subire continuamente, come nel caso della mobilità, lo svilimento del servizio prestato durante gli anni di precariato, come indicato nella piattaforma rivendicativa dello sciopero nazionale.

Versione stampabile
anief anief
soloformazione