Sostegno, Anief: bene decreto Miur, adesso spostare 40mila posti in organico di diritto

di redazione
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Comunicato ANIEF – Sta per cadere la norma introdotta dalla Buona Scuola di Renzi, in base alla quale la quantità di didattica speciale, a supporto degli alunni disabili, si sarebbe dovuta quantificare a monte ed esaminando solo la documentazione medica.

In realtà, su queste decisioni contribuiscono in modo decisivo anche altri fattori, a partire dal contesto specifico della scuola e del territorio: quelli che ora vogliono essere introdotti con un decreto avanzato dal partito di maggioranza e condiviso in queste ore dal Miur.

Il sindacato Anief aveva denunciato da tempo l’irragionevolezza della norma prevista dal decreto legislativo 66/17, che rimandava al Git la quantificazione delle ore e apprezza l’iniziativa congiunta. Ma il provvedimento non basta: bisogna abolire anche le regole introdotte sulle nuove certificazioni, evitando alle famiglie nuovi disagi. E collocare in organico di diritto i 40 mila posti in deroga per più di un biennio. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Chiediamo che queste modifiche siano inserite nella Legge di Stabilità all’emendamento che proroga l’entrata in vigore della nuova legge sull’inclusione dal 1° gennaio al 1° settembre.

C’è una novità importante emersa nel corso della Giornata mondiale della disabilità, svolta ieri e celebrata anche dalle massime autorità dello Stato italiano: si tratta della condivisione da parte del Ministero dell’Istruzione del decreto avanzato dal M5S, con cui stabilisce che il numero di ore di sostegno per gli studenti con disabilità non verrà deciso più solo sulla base della documentazione medica, ma anche tenendo conto di vari fattori, a partire dal contesto specifico della scuola e del territorio.

“La decisione se riconoscere 6 o 12 ore di sostegno spetterà quindi a un gruppo di lavoro composto da docenti, famiglia e personale medico, in modo da rispondere alle reali esigenze dei singoli bambini o ragazzi, dopo un’analisi a tutto tondo”, hanno sottolineato i componenti del MoVimento 5 Stelle delle commissioni Cultura di Camera e Senato. “Con questo importante atto del ministero, per il quale si è impegnato in prima persona il nostro sottosegretario Salvatore Giuliano, si entra finalmente nella concezione della disabilità come risultato del rapporto tra condizioni fisiche della persona e contesto socio-culturale, e non come un ‘problema’ del singolo a cui lo Stato deve porre rimedio. Questa è l’ottica – concludono i parlamentari del M5S – nella quale è stata scritta la Convenzione Onu delle persone con disabilità, che mira a una società più giusta e inclusiva”.

Il provvedimento, se approvato, e ve ne sono tutti i presupposti, riceve il pieno appoggio dell’Anief: il giovane sindacato, infatti, ha denunciato da tempo l’irragionevolezza della norma prevista dal decreto legislativo 66/17, applicativo della Legge 107/2015, che rimandava la quantificazione del numero delle ore di sostegno al Git, il Gruppo per l’Inclusione Territoriale, che avrebbe valutato in modo non oggettivo.

“La modifica, pertanto, è provvidenziale. Ma non basta – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – perchè bisogna anche cancellare le regole per le nuove certificazioni, introdotte sempre con la Buona Scuola e il decreto applicativo che ne è derivato, evitando alle famiglie nuovi disagi. Rimane prioritario, infine, collocare in organico di diritto i 40 mila posti attualmente collocati in deroga per oltre un biennio. Chiediamo che queste modifiche siano inserite nella legge di stabilità all’emendamento che proroga l’entrata in vigore della nuova legge sull’inclusione dal 1° gennaio al 1° settembre”, conclude il sindacalista autonomo.

Anief ha già tentato di introdurre un emendamento all’articolo 28 della Legge di Stabilità, attraverso cui far confluire in organico di diritto le decine di migliaia di cattedre oggi assegnate invece in deroga fino al 30 giugno dell’anno successivo, superando in tal modo la  Legge 128/13 che, pur di assicurare risparmi allo Stato a danno degli studenti più bisognosi, assegna obbligatoriamente ai precari un terzo delle cattedre di sostegno vacanti su tutto il territorio.

Il giovane sindacato, infine, ricorda di avere riattivato l’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!” che lo scorso anno ha prodotto oltre cento cause vinte: famiglie, docenti e dirigenti scolastici possono segnalare – senza affrontare spese – ogni mancata tutela dei diritti degli alunni scrivendo all’indirizzo  [email protected]

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